Un arresto lampo, poi il dramma dietro le sbarre. Sofiane Blaha, trentadue anni, era finito in manette lo scorso gennaio, incastrato dalle impronte digitali e dalle telecamere di sorveglianza dopo un colpo ai danni di un tabaccaio di Latina. Secondo le indagini della Squadra Mobile, l’uomo aveva teso un agguato al commerciante sotto casa, immobilizzandolo con lo spray urticante.
Ma la sua vicenda giudiziaria si è interrotta bruscamente pochi giorni fa. Appena entrato nella casa circondariale di Latina, il giovane è stato colto da un malore improvviso. Trasferito d’urgenza al Santa Maria Goretti, le sue condizioni sono apparse subito disperate: un’emorragia cerebrale lo ha portato al decesso nonostante il ricovero in rianimazione.
Per fugare ogni dubbio sulla dinamica della morte, il pubblico ministero Marina Marra ha disposto l’esame autoptico. I primi riscontri confermerebbero il malore fatale, ma il medico legale si è riservato novanta giorni per depositare i risultati definitivi e chiarire se vi siano state correlazioni con il quadro clinico pregresso. Un fascicolo che resta aperto, mentre la polizia continua a dare la caccia al complice della rapina, ancora oggi non identificato.