È Aurora Livoli, 19 anni, di Monte San Biagio, la ragazza trovata morta in un cortile di un condominio in via Paruta, alla periferia est di Milano. La Procura di Milano ha aperto un’inchiesta per omicidio volontario contro ignoti e ha disposto l’autopsia per chiarire le cause del decesso. Sul corpo, secondo il primo esame del medico legale, sono state riscontrate un’ecchimosi sul collo, un ematoma all’altezza dell’occhio e altri segni compatibili con percosse.
L’ultimo contatto con i familiari risale al 26 novembre scorso, quando Aurora aveva rassicurato i genitori dicendo di stare bene, senza però fornire indicazioni su dove si trovasse e manifestando la volontà di non rientrare a casa. Dopo quella telefonata, il silenzio. Il 10 dicembre il padre, Ferdinando, aveva presentato denuncia di scomparsa ai carabinieri di Monte San Biagio. Anche durante le festività natalizie non erano arrivate notizie della ragazza.
Le indagini dei carabinieri del Comando provinciale di Milano hanno preso una svolta decisiva grazie all’analisi delle denunce di scomparsa e alla diffusione online di un’immagine estratta da un sistema di videosorveglianza della zona. Il frame mostrava una giovane donna che camminava in via Padova; poco dietro di lei si vedeva un uomo, ripreso poi circa un’ora dopo mentre percorreva la stessa strada in senso opposto, questa volta da solo. Dopo la pubblicazione dell’immagine, il padre e lo zio si sono recati dai carabinieri di Fondi per il riconoscimento, che ha confermato l’identità della vittima.
Al momento del ritrovamento, il corpo era semivestito: Aurora indossava pantaloni da tuta e aveva un giubbotto sulla parte superiore del corpo. Gli investigatori stanno ora concentrando l’attenzione sull’uomo ripreso dalle telecamere, ritenuto l’ultimo ad averla vista in vita. Al vaglio tutti i filmati disponibili per ricostruire i suoi ultimi spostamenti.
La famiglia di Aurora è molto conosciuta e stimata: il padre è odontotecnico, la madre architetto. Nata a Roma nel 2006, Aurora era stata adottata all’età di sei anni. Dopo il diploma conseguito lo scorso anno, si era iscritta alla Facoltà di Chimica e, secondo i familiari, sembrava motivata e soddisfatta della scelta. Negli ultimi tempi, tuttavia, stava attraversando un periodo di disagio: si era già allontanata da casa in passato, per poi rientrare, e non è escluso che si fosse recata a Milano, dove i parenti temevano frequentazioni poco raccomandabili. Aurora aveva frequentato l’Itis Pacinotti di Fondi.
L’inchiesta della Procura di Milano prosegue per omicidio volontario contro ignoti. L’autopsia e l’analisi dei filmati saranno determinanti per fare luce sulle circostanze della morte e individuare eventuali responsabilità.