indagine della polizia

L’attentato incendiario a Simone Amarilli, arrestato Matteo Diamante

L'uomo è finito in carcere dopo l'interrogatorio preventivo

L’attentato incendiario a Simone Amarilli, arrestato Matteo Diamante

È stato arrestato dalla Squadra Mobile di Latina, il 31enne di Aprilia, Matteo Diamante, accusato di aver incendiato l’auto del 52enne Simone Amarilli, imputato nel processo “Assedio” e accusato di far parte del clan Forniti. L’uomo è finito in carcere dopo l’interrogatorio preventivo.

I fatti

Le fiamme, che in un primo momento avevano interessato anche un’altra autovettura, si erano subito estese fino ad attingere una porzione del solaio di calpestio dell’appartamento sovrastante, ove abita ed era sottoposto agli arresti domiciliari il “destinatario” dell’attentato incendiario, di proprietà dell’ATER.

I fatti risalgono al 14 dicembre scorso, allorquando gli investigatori della Squadra Mobile pontina, coordinati dalla Procura di Latina, hanno avviato una celere ed incisiva attività d’indagine, che ha permesso di ricostruire la dinamica dei fatti: l’analisi dei sistemi di videosorveglianza, pubblici e privati, ha consentito di individuare il trentenne che, a bordo di un’autovettura, si era fermato in un distributore di carburante, dove, parzialmente travisato, aveva riempito di benzina una bottiglia di plastica, per andare poi a parcheggiare nei pressi del luogo ove avrebbe versato il liquido infiammabile sull’auto della prescelta vittima, appiccando il fuoco ed allontanandosi velocemente.

Nel corso delle indagini, l’indagato si sarebbe addirittura “vantato” delle sue gesta, verosimilmente ascrivibili ad un atto “di ritorsione” per un’aggressione subita da parte del suo “obiettivo”, che, a suo dire, avrebbero addirittura ispirato gli autori di recenti attentati incendiari nella città di Aprilia, “passati” a tali metodi piuttosto che all’esplosione di colpi di arma da fuoco.

Nel corso dell’interrogatorio preventivo, l’indagato, pur ammettendo gli addebiti, ha riferito di aver inteso esclusivamente fare una “bravata”, non avendo peraltro intenzione di colpire anche la struttura dell’immobile ma solo l’autovettura della vittima. Motivazioni che, tuttavia, non hanno convinto il Giudice, che ne ha ravvisato la pericolosità sociale ed il conseguente concreto pericolo di recidiva.

Dopo essere stato rintracciato nella città di Aprilia, il trentenne, a cui stata anche contestata e riconosciuta la recidiva è stato arrestato e condotto nel carcere di Latina.