L'INCHIESTA

L’assegnazione dei chioschi, chiesto l’arresto del vicesindaco Secci. Indagato anche il Sindaco Mosca

Chiesta la misura cautelare anche per due dirigenti del comune

L’assegnazione dei chioschi, chiesto l’arresto del vicesindaco Secci. Indagato anche il Sindaco Mosca

La Procura di Latina ha chiesto l’arresto del Vicesindaco di Sabaudia Giovanni Secci e di due dirigenti del comune, Giuseppe Caramanica e Elisa Cautilli. L’inchiesta riguarda l’assegnazione di 8 chioschi. L’accusa è di “turbata libertà del procedimento di scelta del contraente”. Indagato per la stessa vicenda anche il Sindaco Mosca, per il quale non c’è stata richiesta di misura cautelare. Secci comparirà davanti al Gip del tribunale di Latina, Giuseppe Cario, martedi’ 20 gennaio. Dopo l’interrogatorio il giudice decidera’ sulla misura cautelare.

Le accuse

L’inchiesta di Guardia di Finanza e Carabinieri Forestali nasce dopo l’assegnazione di cinque chioschi su 8 all’imprenditore di Latina Fabrizio Gallo, la cui aggiudicazione è stata poi revocata dal Comune stesso. Secondo la Procura gli indagati avrebbero condizionato l’esito delle gare, avrebbero ostacolato Gallo portando la decadenza dell’assegnazione e favorendo i secondi classificati che poi hanno gestito i chioschi nella stagione balneare 2025. Gallo aveva vinto anche il ricorso al Tar, sentenza poi finita in Procura.

Secci

Secondo l’accusa Secci avrebbe favorito i secondi calssificati, persone di sua conoscenza e avrebbe anche consentito agli operatori balneari risparmi economici relativi alla installazione delle strutture oggetto delI’affidamento potendo, di fatto impiegare moduli già utilizzati dai precedenti gestori, oltreché a previsioni e prescrizioni finalizzate a scongiurare la partecipazione e l’aggiudicazione di soggetti estranei al contesto locale. Sempre secondo la Pocura Secci e i due dirigenti comunali avrebbe messo in piedi un vero e proprio sistema di favoristimi e parentele tanto da coinvolgere anche il sindaco Alberto Mosca.

L’episodio

Sarebbe stato Secci a insistere, nel corso di una riunione in cui era presente il Sindaco Mosca e anche la Presidente dell’Ente Parco del Circeo, Emanuela Zappone, per chiedere al medesimo ente un parere per le strutture chiosco da installare nelle piazzole di sosta. Parere che tenesse conto della sola nota descrittiva la quale prevedeva il rispetto dei limiti previsti dal Pua (Piano Utilizzazione Arenili): chioschi, quindi, di 100 metri quadrati di cui 40 chiusi e 60 di zona d’ombra. Tutto senza un elaborato progettuale dei chiosci, con la scusa di velocizzare le pratiche. Una proposta, quella di Secci, respinta dal direttore dell’Ente Parco, Stefano Donati e da un tecnico del medesimo ente. Dopo di questo Secci avrebbe convinto il Sindaco e il tecnico Caramanica ad andare avanti, ovvero ai partecipanti alla gara, non sarebbe stata così preclusa la possibilità di installare chioschi diversi da quelli che rispettavano l’elaborato progettuale. Secondo gli inquirenti, Secci sapeva che molti chioschi già esistenti non la rispettavano, motivo per cui si sarebbe speso con tanta insistenza. Per i magistrati Secci è il riferente politico e tecnico degli operatori economici dichiarati decaduti.

Caramanica e Cautilli

Il comportamento e gli atti dei tecnici Caramanica e Cautilli, con tanto di disciplinare tecnico favorevole, avrebbe agevolato i vecchi gestori che si sono aggiudicati il bando con imprenditori interposti. Gli aggiudicatari sono legati da rapporti di parentela con i gestori decaduti: ci sono i due coniugi nella prima piazzola, un nipote nella seconda piazzola, un figlio nella terza. La quarta piazzola sarebbe stata aggiudicata un personaggio inserito nel direttivo di Forza Italia a Sabaudia. E ancora: nella quinta piazzola si trova il fidanzato della figlia dei vecchi gestori; nella sesta, c’è una dipendente di una ditta decaduta che fa parte della nuova srl aggiudicataria; infine, nella settima, la nuova aggiudicataria è cognata della donna che gestiva l’attività decaduta.