È un allarme serio, oltre il 60% della costa laziale, ovvero circa 80 chilometri, hanno subito importanti modifiche negli ultimi venti anni. Le più colpite sono la provincia di Latina e quella di Roma. Le cause sono da individuare soprattutto nei fattori climatici, l’urbanizzazione eccessiva e le opere difensive inadeguate che ostacolano i sedimenti naturali.
La Regione Lazio ha stanziato fondi per circa 90 milioni di euro da impiegare nell’attuazione di piani di difesa. Oggi 113 chilometri su 240 di costa sabbiosa sono ad alto rischio. Anche la mano dell’uomo fa la sua parte con l’intubazione dei fiumi che riduce l’apporto di sabbia, mentre costruzioni rigide e opere come porti e scogliere interferiscono con il trasporto naturale dei sedimenti. I progressi sono lenti e spesso emergenziali, con molte opere che non risolvono il problema alla radice.
Gli esperti sostengono che bisogna intervenire con la creazione di dune, la tutela della posidonia e una gestione sostenibile, abbandonando opere rigide che possano peggiorare l’erosione. Si rendono quindi necessari interventi immediati e a lungo termine per proteggere il litorale.