L'operazione in tutta Italia

Denaro per ottenere il permesso di soggiorno, l’inchiesta anche nella provincia pontina. IL VIDEO

Sono 93 gli avvisi di conclusione indagini che hanno interessato varie province italiane. accusati, a vario titolo, di favoreggiamento della permanenza illegale sul territorio dello Stato e falsità ideologica.

Denaro per ottenere il permesso di soggiorno, l’inchiesta anche nella provincia pontina. IL VIDEO

Anche la provincia di Latina è coinvolta nella maxi operazione della Polizia coordinata dalla Procura della Repubblica di Crotone che ha portato alla notifica di 93 avvisi di conclusione indagini a carico di cittadini extracomunitari e italiani accusati, a vario titolo, di favoreggiamento della permanenza illegale sul territorio dello Stato e falsità ideologica, mediante induzione in errore a Pubblico ufficiale per il rilascio di permessi di soggiorno, previo pagamento di somme di denaro.
L’inchiesta ha interessato le province di Crotone, Cosenza, Roma, Milano, Latina, Napoli e Padova.

In particolare sono 8 gli indagati in provincia di Latina, 13 a Roma.

L’operazione ha impegnato gli Agenti della Polizia di Stato appartenenti all’Ufficio immigrazione e alla Squadra Mobile della Questura di Crotone, collaborati da alcuni equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Calabria e da un elicottero del Reparto Volo della Polizia di Stato di Reggio Calabria.

L’indagine ha permesso di fare luce su un articolato sistema di false dichiarazioni di ospitalità, prodotte da diversi cittadini italiani residenti nel Comune di Isola di Capo Rizzuto (Kr) in favore di extracomunitari, previo pagamento di cospicue somme di denaro, al fine di ottenere il rilascio di permessi di soggiorno e richieste di protezione internazionale.

I servizi di controllo hanno visti impegnati nel tempo numerosi agenti della Polizia di Stato, i quali hanno effettuato diverse centinaia di controlli presso i domicili dichiarati e, successivamente, hanno incrociato i dati con le documentazioni presentate allo sportello dell’Ufficio immigrazione per ottenere il rilascio dei permessi di soggiorno, comparandoli anche con le dichiarazioni rese presso gli uffici comunali dell’anagrafe da parte dei cittadini residenti.
Una buona parte dei controlli hanno evidenziato come non vi fosse corrispondenza tra le dichiarazioni e l’effettiva residenza dello straniero richiedente, in quanto le stesse abitazioni ispezionate non si presentavano idonee per l’ospitalità e, inoltre, non vi era la presenza di stranieri.

Agli investigatori appariva evidente come centinaia di extracomunitari, pur di ottenere il permesso di soggiorno, fossero disposti a pagare qualunque cifra a cittadini residenti nella Provincia di Crotone pur di aggirare l’ostacolo e permanere regolarmente nel territorio italiano.

Le indagini hanno anche certificato che la maggior parte degli extracomunitari non erano presenti nel territorio calabrese, ma in altre regioni della nazione e, in alcuni casi, anche all’estero.

L’attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile e dall’Ufficio Immigrazione, ha permesso di individuare, inoltre, il ruolo di alcuni intermediari, tra questi anche soggetti di nazionalità straniera ma da molti anni regolarmente presenti nel territorio nazionale, i quali, d’intesa con i cittadini residenti ad Isola di Capo Rizzuto, avevano costruito una rete solida per fornire le false attestazioni di ospitalità, anche con il coinvolgimento di numerosi proprietari di immobili ricadenti in quel comune.

I cittadini extracomunitari provenienti da località diverse dalla provincia di Crotone, avevano scelto di istruire la pratica presso la Questura di Crotone, anche per la rapidità nel rilascio del permesso provvisorio di soggiorno utile a questi per muoversi nel territorio nazionale ed, eventualmente, usufruire dei servizi che lo Stato fornisce agli stessi.

Le indagini, coordinate dal Procuratore della Repubblica, dott. Domenico Guarascio e da un pool di magistrati, constatava che numerose abitazioni indicate dai richiedenti asilo erano in buona parte alloggi inesistenti e strutturalmente inidonei a fare vivere qualunque essere umano, mentre in altri casi gli stessi non risultavano presenti durante i controlli perché di fatto vivevano altrove.

Iscritte nel registro degli indagati risultano 93 persone. A 26 di loro è stata contestata l’ipotesi del reato di favoreggiamento della permanenza illegale sul territorio dello Stato, mentre a tutti gli indagati viene contestato il reato di falsità ideologica commessa in atti pubblici mediante induzione in errore del Pubblico Ufficiale.

Nei confronti di alcuni degli indagati, inoltre, il Questore della provincia di Crotone ha emesso nr.16 avvisi orali, la cui istruttoria è stata curata dalla Divisione Anticrimine.

Inoltre, dall’inizio dell’attività di indagine del procedimento penale, l’Ufficio immigrazione della Questura di Crotone ha effettuato il rimpatrio nei loro Paesi di origine di nr. 24 cittadini extracomunitari ritenuti pericolosi per l’ordine e la sicurezza pubblica.