È stato fissato per il 13 febbraio il processo davanti al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere per Giancarlo Pagliaro, 67enne imprenditore accusato dell’omicidio di Luigi Magrino, 41enne campano residente a Formia. Lo scorso autunno, la Procura di Santa Maria Capua Vetere ha chiuso le indagini sul titolare del mobilificio “Franchino Home Design”, ritenuto responsabile della morte di Magrino, ucciso il 28 aprile 2025 in una stazione di servizio di Mondragone. Dopo l’arresto, Pagliaro si era avvalso della facoltà di non rispondere, ma ha successivamente fornito dichiarazioni spontanee al giudice per le indagini preliminari, sostenendo di aver sparato per difendersi.
Il giudice ha confermato la custodia cautelare in carcere, escludendo però le aggravanti. Gli investigatori ritengono quindi che l’omicidio sia avvenuto in un momento di concitazione, legato a tensioni personali e finanziarie.
La fattura sospetta
Un elemento emerso durante le indagini è una fattura da 743mila euro trovata dai Carabinieri nel veicolo di Pagliaro, intestata a Magrino e emessa dalla società Franchino Mario & Co. Testimonianze raccolte dagli inquirenti indicano che Pagliaro, in difficoltà economiche, avrebbe affidato a Magrino dei soldi con la promessa di recuperarli tramite una polizza assicurativa. Le promesse, secondo gli inquirenti, non sarebbero state rispettate, portando a un incontro chiarificatore finito in tragedia.
Dalla lite agli spari
Secondo la ricostruzione, i due uomini erano nel Suv di Magrino quando è scoppiata la lite degenerata in spari. Il colpo che ha ucciso Magrino lo ha raggiunto al collo, mentre i Carabinieri hanno recuperato due bossoli e un caricatore con un proiettile inesploso. L’arma, secondo Pagliaro, apparteneva alla vittima e l’imprenditore avrebbe sparato soltanto per difesa.