LA SENTENZA

Finto investimento D’Arienzo, Tarozzi assolto “Il fatto non sussiste”

Respinta la richiesta di condanna a quattro anni della Procura.

Finto investimento D’Arienzo, Tarozzi assolto “Il fatto non sussiste”

Si chiude con un’assoluzione piena il processo a carico di Andrea Tarozzi, il 36 anni finito sotto accusa nell’ambito delle indagini sull’omicidio di Erik D’Arienzo, avvenuto nell’agosto 2020.Per il giudice “il fatto non sussiste”, respinto dunque  l’impianto accusatorio che ipotizzava il reato di simulazione di reato. La Procura aveva chiesto una condanna a quattro anni di reclusione.

Le accuse

Secondo l’accusa Tarozzi avrebbe fornito ai carabinieri una ricostruzione non veritiera, raccontando di aver assistito all’investimento di D’Arienzo e di averlo trovato a terra dopo l’impatto con un’auto pirata. Una versione che gli inquirenti avevano escluso già nelle prime fasi, alla luce degli esami autoptici.  Le lesioni riscontrate sul corpo del 28enne risultarono compatibili con un violento pestaggio, non con un incidente stradale.

Nel fascicolo era stato ipotizzato anche un favoreggiamento nei confronti di Fabrizio Moretto, detto “Pipistrello”, amico della vittima e presente quella notte, che aveva fornito una versione analoga. Moretto fu poi ucciso a dicembre dello stesso anno davanti alla propria abitazione.

Le indagini sull’omicidio di D’Arienzo hanno delineato uno scenario diverso, gli investigatori sospettano che il giovane fosse stato vittima di una spedizione punitiva legata a un presunto debito di droga, culminata in un’aggressione e nell’abbandono sul ciglio della strada.