la vertenza

Crisi indotto Stellantis: doppia convocazione per salvare i posti di lavoro

Lunedì la Consulta dei Sindaci, l'11 marzo tavolo al Ministero

Crisi indotto Stellantis: doppia convocazione per salvare i posti di lavoro

Entra nel vivo la mobilitazione istituzionale per fronteggiare la crisi che colpisce le aziende dell’indotto dello stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano. A seguito delle forti sollecitazioni del Sindaco Gioacchino Ferdinandi, la vertenza che coinvolge Trasnova, Logitec e Tecnoservice approda ufficialmente sui tavoli di confronto locale e nazionale.

Il Presidente della Consulta dei Sindaci del Lazio Meridionale, Enzo Salera, ha convocato d’urgenza l’organismo per lunedì 23 febbraio alle ore 15.30. Parallelamente, su impulso della Regione Lazio, è stato fissato per l’11 marzo il tavolo di crisi presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT).

Le parole del Sindaco Ferdinandi

«Queste convocazioni rappresentano un primo segnale concreto di attenzione verso una crisi che rischia di colpire duramente il nostro tessuto sociale», ha dichiarato il Sindaco di Piedimonte San Germano, Gioacchino Ferdinandi. «Ringrazio il Presidente Salera e la Regione Lazio per la tempestività, ma questo è solo l’inizio. Se dovessero partire i licenziamenti, circa 80 lavoratori del nostro territorio – su 280 totali a livello nazionale – pagherebbero un prezzo altissimo. Non possiamo permetterlo».

Una posizione unitaria per sfidare Stellantis

L’obiettivo dell’incontro di lunedì è costruire un fronte comune che veda uniti Sindaci, Parlamentari, Consiglieri Regionali e organizzazioni sindacali. «Serve una posizione istituzionale chiara e compatta per rafforzare il confronto con il Governo», prosegue Ferdinandi. Il primo cittadino punta inoltre il dito contro la proprietà dello stabilimento: «È indispensabile ottenere un’audizione ufficiale di Stellantis per avere finalmente chiarezza sulle reali intenzioni industriali. I continui rinvii dei piani annunciati non sono più accettabili. Il territorio merita rispetto, trasparenza e prospettive certe. Saremo fermi e determinati: la difesa del lavoro viene prima di tutto».