Il 50% degli autolavaggi in provincia di Frosinone è risultato irregolare. E’ quanto emerso dagli ultimi controlli dei Carabinieri Forestali in 16 impianti, sei dei quali sono stati sequestrati. Otto persone, tra cui sei cittadini stranieri, sono state denunciate.
Le verifiche si sono concentrate in un autolavaggio che si trova all’interno del Sito di Interesse Nazionale (SIN) del fiume Sacco nel Comune di Patrica (FR), un’area già gravemente compromessa da ripetuti episodi di inquinamento; qui i militari hanno accertato come per l’attività di lavaggio delle autovetture venisse utilizzata un’area priva dei necessari sistemi di raccolta e trattamento delle acque reflue, con la conseguenza che una parte delle acque contaminate filtrava nel suolo attraverso alcune fessure presenti nella pavimentazione. I Carabinieri Forestali hanno quindi sottoposto a sequestro la porzione dell’impianto interessata. Denunciato il gestore, che rischia, in caso di condanna, l’arresto da due mesi a due anni o un’ammenda da millecinquecento a diecimila euro.

Nell’hinterland del Capoluogo, in due occasioni i Carabinieri hanno accertato come le modalità con le quali venivano gestiti i reflui industriali, prodotti dal lavaggio delle autovetture, avvenissero in maniera non conforme alla normativa ambientale. In pratica i fanghi residui del filtraggio delle acque di lavaggio non venivano smaltiti correttamente entro i tempi previsti, ma lasciati depositati, in
maniera incontrollata, all’interno dei serbatoi destinati allo stoccaggio temporaneo. Pertanto i titolari degli autolavaggi sono stati denunciati. Ciascuno di loro, in caso di condanna, rischia l’arresto da sei mesi a due anni o un’ammenda da tremila a ventisettemila euro.
In un altro caso invece i militari hanno riscontrato come lo scarico delle acque reflue industriali avvenisse direttamente al suolo senza essere sottoposte al previsto trattamento di filtraggio e di depurazione. Anche in questo caso è scattata la denuncia per il titolare, che rischia l’arresto da due mesi a due anni o un’ammenda da millecinquecento a diecimila euro.
Per due delle attività di autolavaggio irregolari è scattato anche il sequestro di parte dell’impianto di filtraggio e depurazione delle acque utilizzate per il lavaggio delle autovetture.
A Fiuggi i militari hanno accertato come un impianto di autolavaggio della zona nord della provincia operava lo scarico delle acque reflue industriali senza la prevista autorizzazione e non smaltiva correttamente entro i tempi previsti i fanghi residui del filtraggio delle acque di lavaggio, ma lasciati depositati, in maniera incontrollata, all’interno delle vasche di stoccaggio temporaneo. Per tali condotte illecite il gestore dell’autolavaggio è stato denunciato e, in caso di condanna poiché ritenuto responsabile, rischia l’arresto da due mesi a
due anni o ammende da millecinquecento a ventisettemila euro. L’impianto di depurazione e il relativo scarico sono stati sequestrati.

Ad Atina i Carabinieri Forestali hanno accertato come un impianto di autolavaggio della Valle di Comino operava lo scarico delle acque reflue industriali senza la prevista autorizzazione e non smaltiva correttamente entro i tempi previsti i fanghi residui del
filtraggio delle acque di lavaggio, ma lasciati depositati, in maniera incontrollata, all’interno delle vasche di stoccaggio temporaneo. Per tali condotte illecite il gestore dell’autolavaggio è stato denunciato, mentre l’impianto di depurazione e il relativo scarico sono stati sequestrati. In caso di condanna, il responsabile degli illeciti rischia l’arresto da due mesi a due anni o ammende da millecinquecento a ventisettemila euro.
A Sora denunciato il titolare di un impianto di autolavaggio del sorano in quanto operava lo scarico delle acque reflue industriali senza la
prevista autorizzazione e, in caso di condanna poiché ritenuto responsabile, rischia l’arresto da due mesi a due anni o un’ammenda da
millecinquecento a diecimila euro. L’impianto di autolavaggio è stato posto sotto sequestro.
A Pontecorvo denunciato il titolare di un impianto di autolavaggio della Valle dei Santi in quanto è risultato essere sprovvisto del necessario impianto di raccolta e trattamento delle acque meteoriche e, in caso di condanna poiché ritenuto responsabile, rischia l’arresto da due mesi a due anni o un’ammenda da millecinquecento a diecimila euro. Lo stesso è stato denunciato altresì per aver depositato in maniera incontrollata rifiuti consistenti in numerose taniche esauste di detergenti, panni e spugne usurate, su un’area non idonea. L’uomo rischia, in caso di condanna, l’arresto da un mese a cinque anni e sei mesi.