Città in lutto

Ci lascia Amedeo di Sora, la voce critica di Frosinone

Cronista del calcio di provincia e osservatore della città ha raccontato la città senza retorica tra sport, satira e cultura, con uno sguardo lucido e spesso scomodo

Ci lascia Amedeo di Sora, la voce critica di Frosinone

Non amava le frasi fatte, e probabilmente non avrebbe apprezzato nemmeno quelle che accompagnano la sua scomparsa. Amedeo di Sora, morto a 84 anni, è stato per Frosinone qualcosa di più concreto e meno retorico: uno che osservava, prendeva nota e scriveva, senza preoccuparsi troppo di risultare accomodante.
Per anni firma del Corriere dello Sport, ha raccontato il calcio quando era ancora materia ruvida: trasferte difficili, categorie minori, ambizioni spesso frustrate. Il Frosinone, allora, non era un fenomeno mediatico ma una realtà di provincia. Di Sora lo sapeva e lo scriveva, senza mitizzare. Il suo punto di forza stava proprio lì: nel togliere retorica, non nell’aggiungerla.
Non era un tifoso travestito da giornalista. Era un giornalista che conosceva bene il tifo, e proprio per questo ne evitava le scorciatoie.
Con Frosinone Olé ha continuato a esercitare uno sguardo critico sulla città, spesso scomodo. Più che un direttore, una coscienza editoriale: attenta, ironica, a tratti tagliente. Non cercava consenso facile, né si rifugiava nella nostalgia.
Anche nella satira della “Uespa”, legata al Carnevale, non c’era solo leggerezza. Le sue battute funzionavano perché partivano da una lettura precisa della realtà locale. Colpivano perché erano riconoscibili, non perché esagerate.
E poi il dialetto. Non come ornamento folkloristico, ma come strumento espressivo pieno, capace di restituire sfumature che l’italiano spesso perde. In questo, Di Sora ha fatto un lavoro meno visibile ma forse più duraturo: ha contribuito a tenere in vita un modo di parlare e, quindi, di pensare.
Il ricordo del sindaco Riccardo Mastrangeli lo definisce “intellettuale raffinato”. È una definizione corretta, ma parziale. Di Sora è stato soprattutto un professionista che non ha mai smesso di leggere la sua città con attenzione, senza indulgere né all’enfasi né al disincanto totale.
La sua scomparsa lascia un vuoto reale, ma anche una domanda: chi oggi è in grado di raccontare Frosinone con la stessa precisione, senza cedere alla tentazione di semplificare?
Più che una voce da celebrare, quella di Amedeo di Sora è una lezione da misurare.