L'AUDIZIONE PROTETTA

Bulle non imputabili, ma ora tre minori rischiano il processo

La vittima ha raccontato il terrore di quei momenti, tra ginocchiate in faccia, mozziconi di sigarette lanciati dal gruppo

Bulle non imputabili, ma ora tre minori rischiano il processo

L’indagine sull’aggressione della dodicenne avvenuta a Terracina, nei pressi della chiesa del Santissimo Salvatore, sta prendendo una piega inaspettata che sposta l’attenzione dalle esecutrici materiali ai complici. Se le quattro ragazzine che hanno fisicamente colpito la vittima non sono imputabili perché sotto i 14 anni, la Procura dei Minori sta ora stringendo il cerchio su un “secondo cerchio” di giovani spettatori. Si tratta di almeno tre ragazzi che avrebbero filmato la scena con i cellulari, alimentando un clima di intimidazione e impedendo persino a un’amica della vittima di intervenire in suo soccorso. Per loro, avendo superato la soglia dei 14 anni, potrebbe scattare l’imputabilità penale per concorso morale o altre fattispecie legate alla violenza e all’omissione di soccorso.

Durante l’audizione protetta, assistita da una psicologa, la vittima ha ripercorso quegli istanti di puro terrore: «Mi hanno detto di piegarmi e abbaiare perché ero un cane, poi una ginocchiata mi ha rotto il naso». Il racconto si fa ancora più inquietante quando emerge la premeditazione — una delle bulle si è legata i capelli prima di colpire — e la minaccia di un possibile sequestro: «Volevano caricarmi in auto, ho temuto che mi ammazzassero». A rendere il quadro ancora più grave è il lancio di mozziconi di sigarette acceso contro la dodicenne e il fatto che il gruppo abbia tentato di intimidire anche il parrocchiano intervenuto per fermare il pestaggio. Mentre le ferite fisiche guariranno, resta il trauma profondo di un video finito in rete, che ha trasformato un’aggressione brutale in uno “spettacolo” social, segnando profondamente la vita della giovane.