Non basta una prima fotografia dell’emergenza. Per il sindaco di Colleferro Giulio Calamita servono ulteriori verifiche. Il primo cittadino ha scritto ad Arpa Lazio per conoscere gli esiti del sopralluogo effettuato dopo l’esplosione alla KNDS Ammo Italy e chiedere una valutazione su nuovi controlli ambientali, compresi eventuali accertamenti sui terreni nelle aree urbane vicine allo stabilimento.
Le prime indicazioni, riferisce Calamita, sono rassicuranti. Quando i tecnici di Arpa sono arrivati sul posto non erano più presenti incendi né condizioni di pericolo. Per questo non sarebbe stato ritenuto necessario effettuare un campionamento straordinario dell’aria: secondo quanto riferito al Comune, l’esplosione si era esaurita in pochi secondi e una misurazione successiva non avrebbe fornito risultati significativi.
Anche le centraline fisse della qualità dell’aria non avrebbero registrato variazioni significative degli inquinanti monitorati, compresi gli ossidi di azoto.
Il sindaco riferisce inoltre che Vigili del Fuoco, intervenuti anche con nuclei specializzati, e Forze dell’Ordine non avrebbero rilevato condizioni di rischio per la popolazione.
Quanto ai materiali coinvolti, secondo la relazione tecnica trasmessa da KNDS si sarebbe trattato di imballaggi in plastica e cartone e dispositivi di protezione individuale. La stessa relazione, riferita dal Comune, indica tra i prodotti della deflagrazione anidride carbonica, ossidi di azoto e vapore acqueo.
Informazioni che il Comune vuole comunque sottoporre alle valutazioni dell’agenzia regionale. Il Centro Operativo Comunale resterà infatti aperto fino al riscontro di Arpa Lazio. L’obiettivo è avere un quadro tecnico completo e capire se siano necessari ulteriori controlli sull’ambiente e, in particolare, sui terreni nelle aree circostanti lo stabilimento.
Ora la parola passa ad Arpa, dalle sue valutazioni dipenderà la necessità di nuove analisi ambientali.
