Il medico legale Fabio Di Giorgio ha concluso poco fa l’autopsia sulla salma di Fatemeh Khoshyom, la studentessa iraniana di 31 anni conosciuta in città con il nome di Fatima, trovata morta nella camera da letto del suo appartamento al terzo piano di una palazzina su piazza Diamare a Cassino. Il perito ha chiesto 60 giorni per consegnare le sue risposte ai quesiti avanzati ieri dalla Procura della Repubblica di Cassino. La donna, studentessa del corso di Economia e Management era sposata con un ingegnere anche lui di nazionalità iraniana, con il quale viveva. La coppia aveva una figlia di sei anni. L’accertamento di oggi dovrà chiarire i dubbi che gli investigatori hanno sollevato al momento del rinvenimento del cadavere. La procura ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio e la Squadra mobile ha eseguito tutti i rilievi. I primi accertamenti esterni eseguiti accreditano la pista del suicidio anche se restano alcuni elementi che comunque si vogliono valutare con accuratezza per escludere altre piste.
I risultati dell’autopsia saranno utili a chiarire l’ora esatta del decesso, perché ancora non è stata fissata con precisione. E poi serviranno a stabilire se i segni che la vittima aveva intorno al collo sono compatibili con lo strangolamento con il foulard che è stato trovato vicino al corpo di Fatima e che la donna avrebbe utilizzato per togliersi la vita. Intanto le indagini vanno avanti per cercare di fare luce sugli ultimi istanti di vita della 31enne: sono state visionate le immagini delle telecamere della zona, e anche i telefoni sono al vaglio, per capire se Fatima avesse chiamato qualcuno prima di togliersi la vita, oppure inviato un messaggio.