L'incontro

Presentato il nuovo Piano Antincendio Boschivo 2026–2030 del Parco Naturale dei Monti Aurunci

Un importante momento di confronto tra istituzioni, amministrazioni locali ed esperti del settore

Presentato il nuovo Piano Antincendio Boschivo 2026–2030 del Parco Naturale dei Monti Aurunci

Un importante momento di confronto tra istituzioni, amministrazioni locali ed esperti del settore sulle strategie di prevenzione e contrasto degli incendi boschivi. Al centro dell’incontro la tutela del patrimonio forestale, il rafforzamento della collaborazione territoriale e le nuove misure per la sicurezza dell’area protetta.

Presenti all’incontro

Si è svolto questa mattina, presso la sede dell’Ente Regionale Parco Naturale dei Monti Aurunci, a Campodimele, l’incontro di presentazione dell’aggiornamento del Piano Antincendio Boschivo (AIB) 2026–2030, un importante strumento di pianificazione per la prevenzione e il contrasto degli incendi boschivi, finalizzato alla salvaguardia del patrimonio naturale, alla tutela della biodiversità e alla sicurezza del territorio.

L’incontro, moderato dal Direttore dell’Ente Parco, Dott. Giorgio De Marchis, ha registrato una significativa partecipazione istituzionale, sia in presenza sia attraverso collegamento da remoto, a testimonianza dell’attenzione e dell’interesse delle amministrazioni locali verso una tematica di fondamentale importanza per il territorio dei Monti Aurunci.

Presenti, oltre al Presidente dell’Ente Parco, Dott. Vincenzo Fedele, e al Direttore De Marchis, il Presidente della Comunità del Parco e Sindaco di Lenola Fernando Magnafico, il Sindaco di Pico e i rappresentanti dei Comuni di Esperia, Itri e Campodimele. Hanno inoltre partecipato in collegamento online i rappresentanti dei Comuni di Fondi, Pontecorvo e Spigno Saturnia, nonché i Presidenti delle Comunità Montane.

Le parole del Presidente Fedele

Ad aprire i lavori è stato il Presidente Vincenzo Fedele, che ha sottolineato il valore strategico del nuovo Piano, evidenziando come la prevenzione degli incendi boschivi rappresenti una responsabilità condivisa, che richiede programmazione, investimenti e una costante collaborazione tra istituzioni e comunità locali.

«La protezione del nostro patrimonio naturale non può limitarsi agli interventi durante le emergenze, ma deve essere il risultato di un’attenta e continua attività di prevenzione, manutenzione e gestione del territorio», ha evidenziato il Presidente Fedele, richiamando l’importanza di uno strumento capace di coniugare la sicurezza delle persone con la tutela dei boschi, degli habitat e delle attività presenti nell’area protetta.

Nel suo intervento, il Presidente ha inoltre richiamato alcuni dati significativi emersi dall’analisi condotta per la redazione del Piano: 231 incendi registrati nel periodo 2016–2025, con circa 10.005 ettari complessivamente percorsi dal fuoco nel decennio. Particolarmente significativo il dato relativo agli incendi di maggiore estensione, superiori ai cinque ettari, ai quali è riconducibile circa il 99% della superficie complessivamente interessata.

Un quadro che conferma la necessità di rafforzare le attività di prevenzione e di intervenire tempestivamente per evitare che i principi d’incendio possano trasformarsi in eventi di vaste proporzioni.

Tra gli aspetti innovativi del Piano, il Presidente Fedele ha posto particolare attenzione alla previsione di una sperimentazione di sistemi di avvistamento e videosorveglianza, espressamente richiesta dall’Ente Parco e recepita nell’aggiornamento dello strumento di pianificazione.

L’obiettivo è valutare l’impiego di nuove tecnologie a supporto delle attività di monitoraggio del territorio, per favorire l’individuazione tempestiva dei focolai e migliorare la rapidità delle segnalazioni e degli interventi. La sperimentazione, prevista nella programmazione per il periodo 2027–2029, sarà subordinata alle necessarie verifiche tecniche, progettuali e finanziarie.

«Il Piano che presentiamo oggi deve diventare uno strumento concreto e condiviso, capace di tradursi in interventi efficaci. Per questo è fondamentale il coinvolgimento dei Comuni, degli operatori e di tutti coloro che quotidianamente vivono e presidiano il nostro territorio», ha sottolineato il Presidente Fedele, ribadendo la volontà dell’Ente di proseguire nel percorso di collaborazione istituzionale.

Il Direttore Giorgio De Marchis, che ha coordinato e moderato il dibattito, ha rivolto un sentito ringraziamento a tutti i rappresentanti istituzionali intervenuti, sottolineando l’importanza e il valore della loro presenza.

Il Direttore ha evidenziato come il Piano Antincendio Boschivo rappresenti uno strumento di fondamentale rilevanza per l’intero territorio del Parco, non soltanto sotto il profilo della prevenzione e della gestione delle emergenze, ma anche quale riferimento per una programmazione coordinata degli interventi e per una più efficace collaborazione tra gli enti territoriali.

Il Presidente della Comunità del Parco, Fernando Magnafico

Nel corso del suo intervento, il Presidente della Comunità del Parco, Fernando Magnafico, ha espresso particolare apprezzamento per il lavoro svolto dall’Ente Parco e dai professionisti incaricati, evidenziando come l’aggiornamento del Piano rappresenti un importante elemento di continuità rispetto al percorso di pianificazione già avviato con il precedente strumento.

Magnafico ha rivolto un ringraziamento ai Dottori Forestali incaricati della redazione del Piano, sottolineando inoltre il ruolo fondamentale delle attività di informazione e sensibilizzazione dei cittadini, indispensabili per promuovere una maggiore consapevolezza dei rischi e diffondere comportamenti responsabili nella prevenzione degli incendi boschivi.

Particolare attenzione è stata riservata alle criticità operative che possono condizionare la tempestività degli interventi di spegnimento. Il Presidente della Comunità del Parco ha evidenziato come, nonostante la presenza di diversi punti di approvvigionamento idrico sul territorio, permangano difficoltà legate ai tempi di attivazione degli interventi aerei.

In particolare, ha richiamato la carenza di Direttori delle Operazioni di Spegnimento (DOS) e, soprattutto, la loro distanza dalle aree interessate dagli incendi, circostanza che può determinare tempi di percorrenza elevati prima dell’arrivo sul posto e del conseguente coordinamento dei mezzi aerei. Una problematica sulla quale Magnafico ha auspicato una maggiore attenzione, al fine di migliorare la tempestività e l’efficacia delle operazioni di contrasto agli incendi.

La presentazione tecnica dell’aggiornamento del Piano è stata affidata ai Dottori Forestali Alessandro Biserni e Pietro Balloni, della società D.R.E.AM. Italia, incaricata della redazione del documento.

I professionisti hanno illustrato i principali contenuti del Piano AIB 2026–2030, che aggiorna il precedente strumento relativo al periodo 2020–2025, approfondendo l’analisi del rischio incendi, le caratteristiche del territorio e le strategie operative individuate per rafforzare il sistema di prevenzione e contrasto.

Tra gli interventi previsti figurano la manutenzione della vegetazione e della viabilità forestale, il miglioramento dell’accessibilità delle aree a rischio, la realizzazione di tre nuovi punti di approvvigionamento idrico nei territori di Esperia, Formia e Spigno Saturnia, nonché attività di formazione e la valutazione di tecniche innovative di gestione della vegetazione, tra cui la sperimentazione del fuoco prescritto, da attuare nel rispetto delle necessarie condizioni tecniche e di sicurezza.

Particolare rilievo è stato attribuito dai relatori alla necessità che tutti i Comuni interessati recepiscano e raccordino i contenuti del Piano AIB con i rispettivi Piani comunali di Protezione Civile, affinché le strategie di prevenzione e gestione del rischio possano trovare concreta applicazione attraverso una pianificazione integrata e condivisa.

Il coinvolgimento delle amministrazioni comunali rappresenta infatti un passaggio essenziale per migliorare il coordinamento delle attività, individuare le principali criticità territoriali e garantire una risposta sempre più efficace alle situazioni di emergenza.

L’incontro si è concluso con un confronto tra i partecipanti, nel corso del quale è stata ribadita l’importanza di proseguire il dialogo e la collaborazione tra l’Ente Parco, le amministrazioni locali e gli organismi competenti, nella consapevolezza che la prevenzione degli incendi boschivi costituisce un impegno collettivo, da perseguire attraverso programmazione, responsabilità condivisa e costante attenzione al territorio.

Con la presentazione dell’aggiornamento del Piano Antincendio Boschivo 2026–2030, il Parco Naturale Regionale dei Monti Aurunci conferma il proprio impegno nella tutela del patrimonio ambientale e paesaggistico, ponendo le basi per una gestione sempre più attenta, coordinata e sostenibile del territorio.