Salone Nautico di Venezia

Venezia e Rovigo guidano la Blue Economy regionale, Acampora: “Il Salone si conferma un luogo strategico di confronto”

Il Veneto batte la media nazionale per crescita di valore aggiunto (+30,5%) e occupazione (+20,2%)

Venezia e Rovigo guidano la Blue Economy regionale, Acampora: “Il Salone si conferma un luogo strategico di confronto”

Presentati al Salone Nautico di Venezia i dati del XIV Report del Mare, Focus su Venezia – Veneto, forniti dall’Osservatorio Nazionale sull’Economia del Mare – OsserMare insieme al Centro Studi Tagliacarne – Unioncamere. Un appuntamento voluto, come ogni anno, da Camera di Commercio Frosinone Latina, Azienda Speciale Informare e Assonautica Italiana.

Ad aprire l’evento, il presidente di Camera di Commercio Frosinone Latina e Assonautica Italiana Giovanni Acampora: “Il Salone si conferma un luogo strategico di confronto, e i dati dell’Economia del Mare che presentiamo oggi, – con un focus su Venezia e sul Veneto – sono uno strumento essenziale per leggere le filiere e orientare le strategie a tutti i livelli istituzionali. Da oltre quindici anni mettiamo a disposizione un patrimonio unico di analisi, riconosciuto come best practice europea, che stiamo rafforzando grazie alla rete dei centri studi e alle nuove partnership, dall’Osservatorio  sull’Underwater al Blue Forum Italia Network. Anche quest’anno porteremo il nostro Rapporto Nazionale al MIMIT e nelle tappe del Summit Blue Forum, per dare voce e risonanza al sistema mare del Paese e intercettare insieme le nuove direttrici di sviluppo”. Ad illustrare i dati del report, il presidente di Informare Antonello Testa.

IL QUADRO NAZIONALE: IL MOLTIPLICATORE DELLA BLUE ECONOMY

L’Economia del Mare in Italia si conferma un pilastro strategico, generando 76,6 miliardi di euro di valore aggiunto diretto (pari al 4,0% della ricchezza nazionale), in crescita del +15,9% nel biennio 2023/2022. Il settore garantisce l'occupazione a 1.089.710 addetti (+7,7% nel biennio, con un'incidenza del 4,2% sul totale nazionale) e conta 232.841 imprese (+2,0% nel 2024 rispetto al 2022, pari al 4% del tessuto imprenditoriale italiano).L’elemento cardine del rapporto è il moltiplicatore economico, pari a 1,8: ogni euro investito direttamente nelle attività marine ne attiva altri 1,8 nel resto dell'economia, generando un valore aggiunto indiretto di 140 miliardi di euro. Complessivamente, la filiera allargata del mare produce ben 216,7 miliardi di euro, incidendo per il 11,3% sul PIL nazionale. Questa forte capacità di connessione si concentra soprattutto nei trasporti, nella  cantieristica e nelle attività ricreative e sportive. A livello territoriale, il Nord-Est vanta il moltiplicatore più alto d’Italia (2,1), segnale di un legame eccezionalmente solido tra le attività marittime e il tessuto produttivo dell’entroterra.

IL FOCUS VENETO: UN’ECONOMIA COSTIERA AD ALTISSIMO RENDIMENTO

Il Veneto esprime una Blue Economy straordinariamente efficiente e concentrata. Il territorio regionale conta 40 Comuni costieri (11 litoranei e 29 prossimi al mare) distribuiti sulle sole province di Venezia e Rovigo. Pur ospitando appena il 16% della popolazione regionale (contro una media nazionale del 34,2% che vive sulle coste), in queste aree si produce il 15,7% della ricchezza complessiva del Veneto.

I dati salienti della Blue Economy veneta evidenziano performance nettamente superiori alla media nazionale: Valore Aggiunto Diretto: 6,2 miliardi di euro (il 3,5% della ricchezza regionale), con un balzo record del +30,5% nel biennio 2023/2022 (il doppio rispetto al +15,9% della media italiana).
Occupazione: 79.897 addetti (3,3% del totale regionale), con una crescita straordinaria del +20,2%, a fronte del +7,7% registrato a livello nazionale.
Imprese: Nel 2024 le imprese registrate sono 14.293 (pari al 3,1% del totale regionale). In questo caso si nota l'unico dato in controtendenza, con una flessione del -1,8% (rispetto al +2,0% italiano), che tuttavia si inserisce in un quadro di sostanziale stabilità se analizzato sul periodo lungo (2019-2024).

L’EFFETTO LEVA IN VENETO

Grazie al moltiplicatore regionale di 2,1 (il più alto d'Italia), ai 6,2 miliardi di valore aggiunto diretto si affiancano 13,1 miliardi di euro di indotto, per una ricchezza complessiva generata dalla filiera del mare pari a 19,3 miliardi di euro. Questo significa che la Blue Economy contribuisce per ben il 10,9% al PIL di tutto il Veneto. Un peso specifico enorme, quasi pari all’11,3% del dato nazionale, ma ottenuto con appena 1/15 della popolazione regionale residente nelle aree costiere.

I SETTORI CHIAVE E IL PRIMATO DI VENEZIA

A livello settoriale, la ricchezza prodotta direttamente dal mare in Veneto vede al primo posto i Servizi di alloggio e ristorazione (turismo), che pesano per il 45,9% del valore aggiunto della filiera. Seguono la Movimentazione di merci e passeggeri (18,5%) e la Filiera della cantieristica (13,4%). Nelle graduatorie nazionali spicca il ruolo dei territori veneti: Venezia è la 3ª provincia in Italia per numero assoluto di imprese blu (9.572 aziende) ed è 4ª a livello nazionale per incidenza del valore aggiunto sul totale dell'economia provinciale (15,4%). Venezia si posiziona al 4° posto in Italia anche per l'incidenza degli occupati (15,4%) e delle imprese
marittime sul totale provinciale (12,7%). Rovigo emerge con forza posizionandosi all’8° posto assoluto in Italia per la quota di imprese blu sul totale della provincia (9,6%), mentre si colloca al 17° posto per incidenza del valore aggiunto (8,1%) e al 32° per gli occupati (6,6%).

LE DINAMICHE IMPRENDITORIALI: L'AVANZATA DELLE ‘STRANIERE’

L’analisi del tessuto imprenditoriale evidenzia profonde trasformazioni generazionali e di genere, utili a tracciare le tendenze future. Si registra una contrazione delle imprese giovanili (-10,7%), che rappresentano l’8,1% delle imprese blu, e delle imprese femminili (- 4,1%), che costituiscono il 18,4% della Blue Economy regionale (un dato, quest’ultimo, in controtendenza rispetto alla crescita delle "imprese rosa" registrata a livello nazionale). A compensare questa flessione è la forte spinta delle imprese guidate da cittadini stranieri, cresciute del +25,4% e arrivate a rappresentare il 10,1% del comparto. Sebbene la riduzione delle imprese femminili impoverisca il settore in termini di diversificazione, il saldo complessivo resta positivo: la crescita delle imprese straniere è quantitativamente quasi il triplo rispetto alla perdita di quelle giovanili, a testimonianza di un settore attrattivo e in salute.

LA BILANCIA COMMERCIALE

Il commercio estero legato alla Blue Economy veneta evidenzia un saldo complessivo negativo per 990,6 milioni di euro nel 2024. Questo risultato è interamente imputabile allo sbilanciamento strutturale della filiera ittica, che registra un deficit commerciale di 1.000,8 milioni di euro (150 milioni di export a fronte di 1.151 milioni di import). Non basta a compensare questo divario il saldo positivo della cantieristica, che chiude in surplus con +10,2 milioni di euro (26 milioni di export contro 15 milioni di import).

Intervenuti al convegno, per la Capitaneria di Porto il C.F. Giulio Cargnello e Francesco di Cesare, presidente di Risposte Turismo, che ha messo in evidenza come, nell’analizzare il turismo nautico, si continui ad approfondire poco o nulla la domanda turistica, continuando a mettere il focus sulla consistenza infrastrutturale
dell'offerta. Per questa ragione, anche all'interno del cantiere di ricerca Adriatic Sea Tourism Report l’impegno di Risposte Turismo è a cogliere informazioni ed aspetti quantitativi e qualitativi della domanda di turismo nautico.