Conflitti nel mondo e in particolare nel Golfo, alta tensione, rincari dei carburanti e dei prezzi in generale non hanno scoraggiato il flusso turistico per le vacanze di Pasqua. I cali ci sono ma non sono ancora gravi, ma soprattutto l’Italia – come dice il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca – è percepita come una meta sicura e quindi meta buona in questi tempi difficili.
Secondo l’osservatorio Confturismo Confcommercio e Swg, le partenze hanno subito un lieve calo rispetto al 2025, e il 22% ha modificato i propri piani. Chi è partito per le feste di Pasqua è rimasto in Italia (l’84%), il 9% ha scelto l’Europa e il 7% si è spinto più lontano. Sul fronte delle destinazioni interne, Toscana e Campania tra le mete più gettonate. Il tutto, secondo Tecnè per Federalberghi, produrrà un giro di affari di 5,5 miliardi di euro.
Federturismo Confidustria parla di una Pasqua di prossimità, giocata sul filo delle prenotazioni last minute, con rotte brevi e destinazioni percepite non a rischio. Secondo i dati di Assoturismo Confesercenti, i turisti stranieri rappresentano il 58,9% del mercato per un totale di 8,3 milioni di pernottamenti (-1,4%), mentre per gli italiani sono 5,8 milioni (-1,2%).
La crisi ha già prodotto effetti negativi per le agenzie di viaggio e per tutto il settore del turismo outgoing. Dall’inizio delle ostilità si stimano oltre 7.100 prenotazioni cancellate, riprogrammate o dirottate verso altre destinazioni, con un impatto economico complessivo che, nelle prime settimane, raggiunge già quasi 100 milioni di euro. Il fenomeno non si è limitato alle partenze previste nei giorni immediatamente successivi all’avvio del conflitto, ma ha coinvolto anche viaggi programmati per i prossimi mesi.