L'intervento

Comuni delle aree interne, il sindaco Lucidi scrive ai consiglieri regionali

“Serve riequilibrare la fiscalità locale”

Comuni delle aree interne, il sindaco Lucidi scrive ai consiglieri regionali

“La diversa capacità fiscale dei territori e le conseguenti difficoltà finanziarie degli enti locali”; questo è il tema al centro della lettera indirizzata, nella giornata di oggi 16 febbraio, dal sindaco di Sezze Lidano Lucidi ai consiglieri ed ai membri della giunta regionale del Lazio.

Nel documento il primo cittadino evidenzia come i comuni interni, caratterizzati da spopolamento, immobili abbandonati, rendite catastali basse e minore dinamismo economico, dispongano di entrate molto più limitate rispetto alle realtà costiere o ai centri urbani più sviluppati. Poiché una parte rilevante delle risorse comunali deriva dalla fiscalità immobiliare, questa differenza incide direttamente sulla capacità di sostenere servizi, investimenti e sviluppo.

Secondo Lucidi, il divario si accentua ulteriormente perché le aree costiere beneficiano della presenza di seconde case turistiche e di specifiche politiche di investimento, mentre i comuni interni spesso restano ai margini delle strategie di crescita territoriale.
Un ulteriore elemento di criticità riguarda i bandi pubblici che prevedono quote di cofinanziamento. Per gli enti con minori risorse, spiega il sindaco, questo meccanismo rischia di diventare un ostacolo concreto all’accesso ai finanziamenti, perché costringe a bloccare risorse già limitate senza alcuna certezza di ottenere il contributo.

“La questione non riguarda solo Sezze – afferma Lucidi – ma molti comuni delle aree interne che vivono una condizione strutturale di minore capacità fiscale e minore accesso alle opportunità di sviluppo. È un tema di equità territoriale che deve essere affrontato nella programmazione regionale”.
Nella lettera il sindaco chiede che la Regione avvii una riflessione su strumenti di riequilibrio finanziario, su politiche di investimento dedicate alle aree interne e su modalità di accesso ai bandi che tengano conto delle diverse condizioni di partenza degli enti locali.
“Non chiediamo privilegi – conclude Lucidi – ma condizioni più eque per poter competere e garantire servizi adeguati ai cittadini. Lo sviluppo del territorio deve essere equilibrato e non lasciare indietro intere comunità”.