“Ogni mattina alle cinque accendono il furgone senza sapere se domani avranno ancora un posto al mercato.” È l’allarme lanciato dagli ambulanti dell’ANA-UGL di Latina, che chiedono l’intervento urgente del Prefetto e del Governo davanti a una crisi che, in dieci anni, ha cancellato oltre 49 mila attività in tutta Italia.
L’associazione provinciale ha inviato una nota al Prefetto Vittoria Ciaramella chiedendo un incontro immediato e un intervento presso l’esecutivo per affrontare l’emergenza che sta travolgendo il commercio ambulante.
Secondo ANA-UGL, il settore è stato colpito duramente prima dalla pandemia, poi dalla crescita dell’e-commerce e dall’espansione delle grandi catene commerciali. Solo nel Lazio sarebbero scomparse circa 6 mila attività ambulanti.
“Dietro questi numeri ci sono famiglie, lavoratori e storie drammatiche di chi non è riuscito a resistere alla crisi”, denuncia il sindacato. “Serve un intervento urgente per garantire continuità lavorativa a chi continua ogni giorno a garantire un servizio essenziale nelle città e nei piccoli comuni”.
Le richieste
Tra le richieste avanzate al Prefetto, l’apertura di un Tavolo di crisi nazionale presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con misure straordinarie a sostegno della categoria.
Al centro della protesta anche la questione dei bandi legati alla Direttiva Bolkestein. ANA-UGL chiede infatti un censimento nazionale dei posteggi liberi e non assegnati, sostenendo che in molti mercati italiani esistano migliaia di spazi ormai abbandonati.
“Stimiamo oltre 100 mila posteggi vuoti in tutta Italia”, afferma l’associazione. “Se questa disponibilità venisse certificata ufficialmente, verrebbe meno il principio di scarsità della risorsa previsto dalla Direttiva Bolkestein e si eviterebbe la messa a bando automatica delle concessioni”.
Secondo il sindacato, molti comuni della provincia non avrebbero ancora avviato le procedure per il rinnovo delle concessioni fino al 2032, lasciando gli operatori “nell’incertezza più totale sul proprio futuro”.
Una situazione che, avverte ANA-UGL, rischia di avere effetti pesanti non solo sugli ambulanti, ma anche sull’intero indotto collegato ai mercati cittadini: dal tessile al calzaturiero, fino ad artigiani, meccanici, gommisti e consulenti fiscali.