Avevano un basista all’interno della fabbrica della vittima, i due rapinatori che alla fine dello scorso mese di maggio si erano finti poliziotti in borghese, impegnati in un posto di blocco alla periferia di Anagni, in località Gavignano, e avevano fermato un imprenditore di Colleferro con il pretesto di un controllo. Quella sera gli avevano portato via l’auto Aston Martin che stava guidando, il Rolex che aveva al polso, due collane in oro, un orecchino e un anello di brillanti, per un bottino complessivo di quasi 190mila euro.
I carabinieri della compagnia di Anagni il 23 giugno scorso per quella rapina avevano arrestato due persone, di 22 e 24 anni residenti a Casalvieri ed Atina: per loro l’accusa è di essere gli esecutori materiali del colpo. Oggi gli stessi inquirenti hanno arrestato e portato nel carcere di Frosinone un terzo uomo: è accusato di essere il basista che ha fornito le informazioni fondamentali per la rapina. Si tratta di un 25enne di Anagni, incensurato, sospettato di essere l’ideatore del colpo. Lavora all’interno della fabbrica della vittima.
A lui si è arrivati attraverso la minuziosa analisi dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati lungo il tragitto tra l’azienda a Colleferro e l’abitazione della vittima. Elementi ritenuti fondati dal Giudice delle Indagini preliminari di Frosinone, che ha convalidato la richiesta di arresto avanzata dalla Procura del capoluogo. Oggi i carabinieri hanno eseguito anche una serie di perquisizioni, sia nell’abitazione che nel luogo di lavoro dell’arrestato, alla ricerca di ulteriori elementi.