Il punto sulle Comunità Energetiche Rinnovabili, il forum
Al IV Forum Energia di Legambiente si è fatto il punto sullo stato di avanzamento di CER Imprese nelle diverse aree industriali del Lazio

“La Comunità Energetica Rinnovabile non è solo un modello tecnico: è una chiamata all’azione. Serve a trasformare territori e comunità in protagonisti e sostenitori della transizione energetica. Per farlo, vanno superate resistenze, negazionismi e sindromi NIMBY. Le CER non si impongono: si costruiscono insieme, educando, condividendo, creando valore”.
Con queste parole Paolo Rinaldi, CEO di Impresa Circolare, ha sottolineato il ruolo centrale delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) nella regione Lazio. Chiamato a intervenire alla quarta edizione del Forum Energia del Lazio – l’appuntamento promosso da Legambiente Lazio, Regione Lazio e Roma Capitale, tenutosi mercoledì 2 aprile a Roma – l’ingegner Rinaldi ha illustrato le caratteristiche delle CER e il loro potenziale sul fronte della produzione e del consumo di energia rinnovabile.
Un contributo perfettamente in linea con i dati emersi dal report di Legambiente, che ha fatto un vero check-up al sistema energetico regionale: nel 2023 la produzione ha coperto solo metà del fabbisogno del Lazio (10.637 GWh prodotti contro 20.283 GWh consumati). Il resto è stato importato, con costi elevati e dispersioni. Le rinnovabili si fermano al 31,7%, mentre carbone e gas restano predominanti. In questo scenario, le CER rappresentano una risposta concreta per ridurre il deficit e accelerare l’indipendenza energetica.
Le CER permettono di produrre energia pulita direttamente sul territorio, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili, migliorando l’efficienza della rete e contribuendo a evitare sovraccarichi. Il risultato? Meno emissioni, meno sprechi, più indipendenza per imprese e comunità locali. Sempre più strategico anche il valore ESG: entrare in una CER non significa solo risparmiare sui costi energetici, ma anche rafforzare il proprio profilo di sostenibilità. Paolo Rinaldi ha spiegato che Impresa Circolare ha già individuato nel Lazio 13 poli industriali e selezionato 35 cabine primarie in cui attivare altrettante CACER (Configurazioni di Autoconsumo per la Condivisione dell’Energia Rinnovabile). Gli incentivi vengono distribuiti tra produttori e consumatori secondo il PZO (prezzo zonale medio orario): più è alto, maggiori sono i benefici economici per chi consuma.
“Un impianto da 1 MW oltre agli incentivi per le imprese partecipanti alla CER, può generare fino a 90.000 euro l’anno per il territorio, per 20 anni” ha aggiunto Rinaldi. Risorse che possono alimentare lo sviluppo di iniziative sociali dell’amministrazione comunale o di organizzazioni locali. Le CACER, in questo senso, non sono solo strumenti energetici, ma leve di rigenerazione territoriale.
La prima CACER partirà entro il 2025 a Ferentino (Frosinone), seguita da quelle previste nei territori di Aprilia (Latina), Pomezia, Ardea e Santa Palomba (Roma).