Il rischio povertà degli autonomi è doppio rispetto a quello dei dipendenti. La segnalazione viene dall’Ufficio studi della CGIA. Se per i primi è del 18,8 per cento per i secondi è del 7,9 per cento. A livello di ripartizione geografica la situazione più critica si registra nel Mezzogiorno. Se tra gli autonomi di quest’area il rischio è del 31,6 per cento, per i salariati è del 15,1 per cento. Secondo i dati pubblicati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, i titolari di partita Iva che hanno presentato la dichiarazione dei redditi sfiorano i 4 milioni.
La flessibilità e l’indipendenza lavorativa hanno un prezzo molto alto: la scarsità di protezioni. Rispetto ai lavoratori dipendenti, infatti, non possono contare su indennità di malattia, ferie retribuite, permessi, Tfr e tredicesima/quattordicesima mensilità. Quando si ammalano o chiudono temporaneamente l’attività, il reddito si ferma con loro.
Un divario che emerge con maggiore evidenza nei momenti di crisi. Non è prevista la Cassa Integrazione, e se l’attività chiude definitivamente non scatta la NASPI, l’indennità di disoccupazione. In Italia il popolo delle partite Iva conta quasi 4 milioni di persone. Accanto ad artigiani, commercianti, agricoltori e liberi professionisti, cresce di continuo il numero dei forfettari: titolari di partita Iva privi di una struttura aziendale organizzata, di dipendenti e con ricavi annui che nel 2026 non possono superare gli 85.000 euro. Si tratta di lavoratori fragili, economicamente vulnerabili e privi di qualsiasi paracadute sociale. Oggi i forfettari sono quasi 2 milioni. Secondo i dati della Corte dei Conti, questa platea si concentra in particolare nei servizi della sanità privata, poi i professionisti del settore tecnico-edilizio, gli studi legali e i consulenti aziendali e manageriali. Il Lazio è la seconda Regione in Italia per numero di contribuenti forfettari, poco più di 231 mila, mentre la Lombardia è prima con 356.500. In termini di reddito, invece, svetta la Provincia Autonoma di Bolzano con un reddito medio di 20.450 euro. Il Lazio invece è a metà classifica, con poco più di 17 mila euro.