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Impianto Via Tiberio. A rischio il futuro delle società sportive

Oggi le Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD e SSD) sono soffocate da rincari rigidi e uguali per tutti

Impianto Via Tiberio. A rischio il futuro delle società sportive

Il nuovo impianto sportivo di via Tiberio potrebbe essere una svolta per lo sport ad Aprilia, ma la gestione attuale rischia di bloccarlo prima ancora di partire, penalizzando le associazioni del territorio. Lo rende noto in un comunicao il Comitato per l’emergenza sport di Aprilia formato da 14 associazioni sportive del territorio. Trattare lo sport come un’attività commerciale significa dimenticare il suo valore sociale. Lo sport unisce, aiuta i giovani a crescere e tutela la salute, un principio riconosciuto anche dalla nostra Costituzione. Gestire le strutture pubbliche solo per fare cassa soffoca le realtà locali a favore delle logiche di mercato. Questa impostazione puramente contabile sta già facendo danni. I bandi basati su criteri imprenditoriali – come per via Tiberio o per le palestre scolastiche, assegnate in ritardo con canoni raddoppiati e dopo otto mesi di chiusura – allontanano le associazioni del territorio. Il fallimento dell’affidamento di via Tiberio ne è la prova. Tariffe così alte attraggono solo grandi imprese o fondi d’investimento internazionali, spesso neanche iscritte al CONI, che di fatto azzerano il legame con la comunità e riducono il numero dei ragazzi che praticano sport. E non solo, tanto per fare un altro esempio, le associazioni che fanno parte del nostro Comitato accettano i voucher sportivi per aiutare le famiglie in difficoltà, mentre non si può dire la stessa cosa di talune società gestite dai fondi internazionali. Oggi le Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD e SSD) sono soffocate da rincari rigidi e uguali per tutti, applicati senza considerare le reali differenze di spazi e servizi tra le varie strutture. Se si continuerà a vedere lo sport come un business, via Tiberio resterà un’incompiuta. Il rischio reale non sono solo le gare d’appalto deserte, ma la scomparsa delle società storiche che da anni fanno muovere migliaia di ragazzi ad Aprilia. Non dimentichiamo che, proprio di recente, una storica realtà del volley locale arrivata in Serie B ha dovuto trasferirsi in un altro comune proprio a causa della gestione della tensostruttura. Il Comitato per l’emergenza sport di Aprilia, che rappresenta 14 associazioni sportive apriliane, ha chiesto e continuerà a chiedere, anche se fino ad ora sempre inascoltato, un cambio di rotta per rimettere al centro della nostra città lo sport come bene pubblico e sociale.