Tre anni di reclusione per un 50enne di nazionalità indiana residente a Fondi, condannato il 14 ottobre dal Tribunale di Latina per maltrattamenti in famiglia e costrizione o induzione al matrimonio. L’uomo è stato inoltre condannato all’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 60 giorni.
Secondo l’accusa, nel 2023 l’uomo avrebbe costretto la figlia, allora 23enne, a sposare un connazionale durante un viaggio in India organizzato dalla famiglia. La vicenda è emersa dopo la denuncia della giovane, che successivamente si è innamorata di un uomo originario del Pakistan, di religione musulmana, decidendo di allontanarsi dal contesto familiare.
La scelta avrebbe provocato forti tensioni nella comunità indiana e sikh di Fondi. Oggi la donna vive con il compagno, mentre il marito è rimasto in India. In aula ha raccontato di temere di tornare nel Paese d’origine per avviare le pratiche di divorzio, a causa delle ostilità che ritiene di subire da parte della famiglia paterna.
Il pubblico ministero Simona Gentile aveva chiesto una condanna a 4 anni e 6 mesi, mentre il difensore aveva sollecitato l’assoluzione. L’imputato ha sempre respinto le accuse, sostenendo che il matrimonio fosse stato deciso consensualmente.
Al 50enne sono contestati anche episodi di maltrattamenti in famiglia e una presunta aggressione al compagno della figlia, avvenuta nel parcheggio di un supermercato a Fondi. L’uomo era già sottoposto al divieto di avvicinamento alla giovane con braccialetto elettronico: il Tribunale ha respinto la richiesta della difesa di revocare la misura.