Il caso dell’omicidio di Ibrahim Dibba, il 27enne gambiano ucciso la sera del 16 settembre in via XXIV Maggio, nei pressi della chiesa dell’Immacolata, entra in una fase delicata. Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale per i minorenni di Roma ha fissato al prossimo 21 ottobre l’incidente probatorio per raccogliere le testimonianze della compagna della vittima e di un cittadino algerino che afferma di aver visto sparare il sedicenne Di Silvio, ritenuto l’autore materiale del delitto.
L’obiettivo è cristallizzare le dichiarazioni dei due testimoni nell’ambito del procedimento a carico del minorenne. Per l’incidente probatorio davanti al giudice competente di Latina, invece, la data non è stata ancora stabilita. Il testimone algerino si trova in una struttura protetta, mentre la compagna di Dibba è libera, sotto vigilanza della Polizia di Stato.
Per l’omicidio sono stati arrestati anche Ferdinando Di Silvio, 25 anni, detto «Pescio», e Gaetano Mattiuzzo, 21 anni. I tre indagati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.
Le indagini della Squadra Mobile di Latina hanno ricostruito gli spostamenti di una Kia Picanto nera, ripresa dalle telecamere presenti nella zona. Secondo la ricostruzione investigativa, l’auto avrebbe percorso in circa quaranta minuti il tragitto collegato all’agguato, per poi allontanarsi a forte velocità lungo la circonvallazione in direzione di via Giovanni Cena.
Subito dopo gli spari, Dibba fu soccorso da una coppia di passaggio, che riferì agli investigatori di aver udito i colpi. Gli accertamenti e le testimonianze raccolte saranno ora centrali per il prosieguo dell’inchiesta e per chiarire le responsabilità nel delitto.