Ore decisive per la crisi politica al Comune di Frosinone. Alle 18 scade l’ultimatum del sindaco Riccardo Mastrangeli: la maggioranza deve convergere su un unico nome per la presidenza del Consiglio e, soprattutto, garantire i numeri necessari per eleggerlo.
Tra le ipotesi che prendono quota c’è quella di Giampiero Fabrizi, ex assessore della giunta Ottaviani e figura vicina all’ex sindaco e deputato della Lega Nicola Ottaviani. A sostenerlo potrebbe esserci anche la lista del vicesindaco Antonio Scaccia.
Ed è proprio qui che si apre un nuovo fronte politico. Scaccia è legato all’area di Roberto Vannacci e la sua lista, pur presentandosi come civica, si muove in un contesto politico che entra in rotta di collisione con le richieste attribuite a Fratelli d’Italia, che avrebbe intimato di tenere fuori dall’esecutivo gli esponenti vannacciani.
Un’eventuale convergenza su Fabrizi rischia quindi di trasformarsi in un caso politico: il sostegno utile a trovare i numeri in Consiglio potrebbe infatti alimentare nuove tensioni dentro la maggioranza. Mastrangeli vuole arrivare alla fine della consiliatura, ma a quale prezzo? Accettare un’intesa che coinvolga l’area Scaccia significa esporsi al rischio di uno scontro con Fratelli d’Italia e compromettere gli equilibri futuri.
E sullo sfondo resta un interrogativo ancora più delicato: mentre si discute del presidente del Consiglio, si sta davvero lavorando soltanto per salvare l’attuale amministrazione oppure, nei colloqui tra le forze del centrodestra, comincia a farsi strada anche l’ipotesi di un’intesa per il futuro che possa passare da un candidato sindaco diverso da Mastrangeli?
Per ora è soltanto una domanda politica. Ma, in una crisi in cui ogni voto pesa e ogni alleanza può cambiare gli equilibri, anche il futuro della leadership del centrodestra è ormai parte della partita.