A Frosinone lo stallo sulla presidenza del Consiglio comunale apre una crisi politica che adesso investe direttamente la maggioranza e il futuro dell’amministrazione Mastrangeli.
Il mancato accordo su Carlo Gagliardi, fermatosi a dodici voti quando ne servivano diciassette, ha fatto emergere ancora una volta una frattura che non sembra limitarsi alla scelta del presidente dell’Aula.
Il sindaco Riccardo Mastrangeli, dopo il voto, non ha nascosto la difficoltà della situazione. E soprattutto ha lasciato sul tavolo anche l’ipotesi più drastica: quella delle dimissioni, qualora non si riesca a ricostruire un quadro politico sufficientemente solido.
Ma prima di arrivare a una scelta così radicale, si apre una fase di confronto. E in questo passaggio potrebbe rientrare anche la squadra di governo.
L’ipotesi è quella di alcuni cambi in Giunta, fino ad arrivare, se le posizioni dovessero restare inconciliabili, a un vero azzeramento e alla successiva ricostruzione dell’esecutivo.
Insomma, non sarebbe più soltanto una questione di numeri in Consiglio. Il sindaco deve capire se esiste ancora una maggioranza politica capace di sostenerlo con chiarezza e soprattutto di garantire continuità all’amministrazione.
I prossimi giorni saranno quindi decisivi. Mastrangeli dovrà scegliere se tentare una nuova mediazione, intervenire profondamente sugli equilibri della Giunta oppure, davanti a una maggioranza ormai impossibilitata a ricomporsi, arrivare fino alla decisione delle dimissioni.
La partita sulla presidenza del Consiglio, dunque, è diventata qualcosa di molto più grande: è una verifica sulla tenuta dell’intero governo della città.