LE INDAGINI

L’omicidio in viale XXIV maggio, un commando di 5 persone: “Due arresti ma non è finita. In arrivo altri provvedimenti” / LE ACCUSE E LA RICOSTRUZIONE

"Il 16enne ha sparato per vendetta. Era stato schiaffeggiato da Ibrahim Dibba"

L’omicidio in viale XXIV maggio, un commando di 5 persone: “Due arresti ma non è finita. In arrivo altri provvedimenti” / LE ACCUSE E LA RICOSTRUZIONE

Il delitto di Ibrahim Dibba. Avrebbe ucciso per un ceffone il 16enne fermato dagli agenti della Squadra Mobile. L’omicidio è contestato infatti con due aggravanti: futili motivi, collegati a un diverbio del giorno precedente riguardante il mancato pagamento di un servizio e uno schiaffo ricevuto dall’indagato minorenne, che avrebbe reagito esplodendo colpi di pistola in via Pionieri della Bonifica.

Al minorenne vengono anche contestati la detenzione e il porto illegale di una pistola arma comune da sparo, anche allo scopo di commettere l’omicidio; l’esplosione di diversi colpi d’arma da fuoco in centro abitato e sulla pubblica via, in viale XXIV Maggio; la minaccia alla persona offesa mediante colpi d’arma da fuoco; ulteriori contestazioni relative alla detenzione e al porto illegale dell’arma e all’esplosione di colpi in via Pionieri della Bonifica il 15 settembre 2026; la cessione, il 16 settembre 2026, di una quantità imprecisata di crack a persona legata da relazione sentimentale alla vittima.

Prima dell’agguato

Ibrahim Dibba aveva incontrato a Campo Boario il 16enne ealtre persone. Voleva essere pagato per un non precisato “lavoretto” che aveva fatto per il gruppo. Al rifiuto dei Di Silvio il gambiano ha schiaffeggiato il 16enne che ha reagito esplodendo alcuni colpi di pistola.

L’agguato

Mercoledi’ 16 settembre “la vendetta” con l’agguato a bordo di un’auto. La macchina, una Kia Picanto, presa a noleggio da un’altra Di Silvio, parente del sedicenne, era stata vista transitare piu’ volte al Villaggio Trieste prima dell’omicidio. Secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti all’interno cinque persone: il sedicenne, il 25enne Ferdinando “Pescio” Di Silvio, un ragazzo di 21 anni, tuttora ricercato e un’altra persona non identificata. Alla guida dell’auto un altro uomo, il compagno della donna che aveva preso a noleggio la macchina.

I precedenti del 16enne

Il 16enne era gia’ noto alle forze dell’ordine. Lo scorso anno, a 15 anni, aveva messo a segno una rapina ai danni del locale “Amor di Patata” in corso delle Repubblica. Aveva minacciato il dipendente simulando il possesso di una pistola per poi fuggire con l’incasso. Era stato successivamente rintracciato dalla Polizia. Qualche giorno dopo, il Questore di Latina, ritenendolo soggetto socialmente pericoloso, aveva emesso un avviso orale.