Svolta nella indagini sull’omcidio di Ibrahim Dibba, ucciso con tre colpi di pistola in viale XXIV maggio. Questa mattina gli agenti di polizia della squadra Mobile hanno eseguito alcuni blitz in diversi quartieri della città capoluogo, alla ricerca di alcune persone, tra cui anche un minorenne, molte delle quali risultate però irreperibili. Una di loro, invece, si è presentata poco dopo con i suoi avvocati in questura ed è stato sottoposto a fermo.
Trai fermati c’e’ Ferdinando Di Silvio detto Pescio (25 anni), figlio Costantino Di Silvio detto Patatone in carcere per l’omicidio di Fabio Buonamano avvenuto nel 2010. Gli altri sono il figlio minorenne di una nipote del boss “Romolo” Di Silvio, il compagno della donna e un altro uomo legato al clan Di Silvio. La donna è la stessa che risultava come noleggiatrice della Kia Picanto ritrovata dopo l’omicidio a Campo Boario, in via Pionieri della Bonifica.
Nel frattempo, fuori dagli uffici di polizia di corso della Repubblica, nel pomeriggio si è formato un piccolo capannello di persone di etnia rom, che quando è uscita una delle macchine degli investigatori della squadra Mobile sono rimaste a salutare l’uomo seduto sui sedili posteriori. Decisivo, nelle indagini svolte dagli uomini guidati dal vicequestore Giuseppe Lodeserto, il racconto di due testimoni e della compagnia della vittima, che aveva fatto loro il nome di una famiglia criminale di Latina, per la quale il ventisettenne avrebbe svolto un “lavoretto” e che era in debito con lui.