Non si parla d’altro a Frosinone. Si parla dell’impiegata che pretende dal suo ex (anche se la separazione non e’ chiusa legalemente) la metà di 223 milioni di euro vinto al superenalotto lo scorso 11 settembre. Il fortunato vincitore è un bancario che vive e lavora a Lecco e che, tra l’altro, non ha ancora incassato la vincita.
Come risporta il Corriere della Sera, gli avvocati della donna, Alessandro Romanò e Chiara Messori, dell’Associazione Italia, sostengono che la richiesta della donna è legittima. “La separazione è solo di fatto, non chiusa legalmente, e quindi non ha validità. La signora è intenzionata a formalizzare la separazione legale, con negoziazione assistita, essendo totalmente venuto meno il rapporto affettivo che era stato sotteso al matrimonio stesso”. Le sue condizioni?. “Un mantenimento mensile di 8 mila euro, ovvero la corresponsione, una tantum, di una somma unica nella misura di 80 milioni di euro. La nostra richiesta, spiegano gli avvocati Romanò e Messori, scaturisce dalla considerazione che la vincita, fra tasse e spese, al netto sarà del 50%. Dunque, la nostra richiesta è ben al di sotto della metà della cifra che sarà intascata”.
“Sicuramente”, dicono gli avvocati della donna, “si opporrà sostenendo la separazione dalla moglie. Ma la Cassazione, a tal proposito, è chiara: le vincite delle lotterie e dei giochi nazionali (totocalcio, superenalotto, gratta e vinci, Lotteria Italia ecc.) rientrano nella comunione legale dei coniugi anche se la giocata è stata effettuata con il denaro personale di uno solo dei due. E la validità della separazione decorre dal momento della chiusura dell’iter giudiziale”.