L'annuncio

Lo scuolabus diventerà un servizio stabile e sostenibile fino al giugno 2030

L’Amministrazione Querqui avvierà il trasporto scolastico entro metà novembre e procederà a un affidamento pluriennale per garantire efficienza ed economicità. Mensa al via dal 28 settembre.

Lo scuolabus diventerà un servizio stabile e sostenibile fino al giugno 2030

L’Amministrazione Querqui renderà il trasporto scolastico stabile e sostenibile fino al giugno 2030. Lo scuolabus  – come spiega una nota del Comune di Ceccano – sarà riavviato entro metà novembre e, al contrario del passato, non si procederà con mini-affidamenti per sei mesi o un anno, ma con una gara d’appalto pluriennale che garantisca finalmente efficienza ed economicità. Dal 28 settembre prossimo, nel frattempo, ripartirà anche la refezione scolastica con la conferma di una mensa di qualità con prodotti biologici e stagionalità del menu.

Sono state 260 le iscrizioni allo scuolabus entro il termine ultimo del 7 settembre scorso, in linea con i numeri e le tariffe della precedente fase sperimentale, tra gennaio e giugno scorsi. Ulteriori adesioni potranno essere valutate entro i primi 15 giorni di esercizio ed eventualmente autorizzate. In quanto alla mensa scolastica, invece, ci si può iscrivere sul portale istituzionale nel corso dell’intero anno scolastico. Il servizio, in continuità, garantirà quotidianamente pasti caldi per i piccoli alunni della scuola dell’infanzia, del Progetto Primavera e della scuola primaria con corso a tempo pieno, oltre che per il personale didattico preposto alla somministrazione dei pasti.

«Continuiamo a garantire i servizi scolastici ai nostri studenti – dichiara il sindaco, Andrea Querqui – malgrado, come per lo scuolabus, costi di gestione ancora troppo alti a fronte di un numero di abbonamenti che deve assolutamente crescere nel prossimo triennio. Per questo motivo, oltre ad assicurare finalmente una più vantaggiosa gestione pluriennale, avvieremo prossimamente una campagna di sensibilizzazione all’uso del trasporto scolastico con un duplice obiettivo: l’aumento delle entrate del Comune, per rendere il servizio sempre più sostenibile e non gravare troppo sulla comunità, e la riduzione dell’utilizzo di veicoli per l’accompagnamento dei figli a scuola, per limitare congestioni del traffico e smog attorno alle scuole».

«Il servizio parte in ritardo anche nel 2026, ma per l’ultima volta – spiega Francesca Ciotoli, assessora alla Pubblica Istruzione -. Le motivazioni risiedono principalmente nelle tempistiche tecniche necessarie alla determinazione di programmi e atti utili all’obiettivo pluriennale, ma anche nella valutazione di tutte le adesioni pervenute e dello scenario in trasformazione che dovrebbe aprirsi alla fine di settembre con l’attivazione dell’Unità di Rete 09, di competenza regionale. Si aspetta ancora di capire se ci saranno sostanziali variazioni e ci si dovrà far carico con il Trasporto pubblico scolastico (Tps) anche degli studenti della scuola secondaria di primo grado che hanno usufruito del Trasporto pubblico locale (Tpl) fino al passato anno scolastico».