L'INCHIESTA DELLA DDA DI NAPOLI

Tav e clan, indagato anche un pontino

er lui, come per altri 19 indagati, è stato fissato per il 15 settembre l'interrogatorio di garanzia.

Tav e clan, indagato anche un pontino

C’è anche Vincenzo Moriello,  50 anni, residente a Sperlonga tra le persone coinvolte nella maxi-inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli sugli appalti dell’Alta Velocità Napoli-Bari.

Il 50enne è inserito dalla Procura nel gruppo dei 49 indagati nell’indagine che ipotizza un sistema di condizionamento di appalti e subappalti nei cantieri della linea ferroviaria.

Il suo nome compare tra i venti per i quali il gip del Tribunale di Napoli ha fissato per il 15 settembre l’interrogatorio di  garanzia.

L’inchiesta, coordinata dalla Dda di Napoli, ruota attorno alla presunta infiltrazione del clan Belforte, il gruppo criminale dei “Mazzacane” con base a Marcianise, nel sistema degli appalti pubblici.

Le accuse

Secondo l’ipotesi accusatoria, imprese e soggetti ritenuti vicini al clan avrebbero cercato di ottenere lavori e subappalti attraverso una rete di rapporti con aziende e figure operanti nei cantieri dell’Alta Velocità.

Nel fascicolo vengono contestati, a vario titolo, episodi di presunta corruzione, false fatturazioni, trasferimenti fraudolenti di denaro e sfruttamento della manodopera. Tra gli elementi raccolti dagli investigatori anche presunti pagamenti di denaro, favori e altre utilità in cambio di affidamenti e pagamenti agevolati.

L’inchiesta riguarda inoltre il presunto impiego irregolare di lavoratori stranieri nei cantieri, con accuse di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.

Complessivamente la Procura ha chiesto misure cautelari per 45 persone su 49 indagati.