Nella quasi totalità dei casi, per la precisione nel 95,7 per cento, le famiglie dei lavoratori dipendenti pagano tasse e contributi senza nemmeno rendersene conto: vengono infatti trattenuti automaticamente dalla busta paga, oppure sono già inclusi nel prezzo di ciò che acquistano ogni giorno.
Parliamo, da un lato, di tasse prelevate “alla fonte” come l’Irpef o i contributi Inps, e dall’altro di imposte “nascoste” come l’Iva, le accise sui carburanti o le imposte sulla RC auto. Solo poco meno del 5 per cento dei casi, il pagamento avviene in modo consapevole, cioè quando versiamo direttamente dei soldi in contanti, online o allo sportello di una banca o delle Poste.
L’Ufficio studi della CGIA ha calcolato quanto pesano complessivamente le tasse quest’anno su una famiglia italiana “tipo”. Per una coppia di lavoratori dipendenti con un figlio a carico ammontano a 20.592 euro.
Con questa elaborazione la CGIA mette in luce una differenza di fondo: il prelievo tramite sostituto d’imposta rende il rapporto tra fisco e lavoratori dipendenti quasi “invisibile”, mentre gli autonomi sono costretti a versare consapevolmente la gran parte del proprio carico fiscale.