A un mese e mezzo dal rogo che ha distrutto la Remat Lazio a San Giorgio a Liri, lo scorso 12 luglio, la Asl rileva contaminanti nella vegetazione. Scatta l’ampliamento dei controlli fino a cinque chilometri su frutta, verdura, ortaggi, cereali, foraggi e alimenti di origine animale. Coinvolte Cassino, Esperia e la Valle dei Santi.
L’allarme è tutt’altro che a rientrato. Sulle foglie della vegetazione nelle aree vicine al sito sono state rilevate tracce di idrocarburi, diossine e altri contaminanti.
Per ora, tuttavia, non è previsto un allargamento delle prescrizioni sanitarie all’intero territorio comunale. Non ci sarebbero al momento i presupposti per estendere le misure già adottate a tutela della salute pubblica né per introdurne di nuove.
Nei giorni successivi all’incendio, le analisi effettuate dall’Arpa su nove aree avevano escluso la presenza di sostanze inquinanti nel terreno. Adesso il quadro è diverso e riporta l’attenzione sull’impatto ambientale dell’incendio.
Sul fronte giudiziario resta aperta l’inchiesta della Procura di Cassino. Gli accertamenti sono affidati ai Carabinieri di Pontecorvo e al Noe di Latina, impegnati a ricostruire l’origine dell’incendio e a individuare eventuali responsabilità.
Anche i vigili del fuoco, che per giorni hanno lavorato per domare le fiamme e mettere in sicurezza l’area, stanno completando la relazione tecnica.