Sanità

La protesta per le strutture sanitarie non si ferma

I presidi da parte dei cittadini

La protesta per le strutture sanitarie non si ferma

Cinque giorni di presidio davanti alla struttura sanitaria e una mobilitazione che non si ferma. A Ceccano la battaglia per difendere i servizi sanitari entra in una nuova fase. Quello che sembrava un accordo ormai vicino tra Comune e Asl si è fermato sul più importante dei passaggi: la firma del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca.
Secondo il sindaco Andrea Querqui, il direttore generale della Asl Arturo Cavaliere e il consigliere regionale Daniele Maura erano pronti a sottoscrivere un documento che avrebbe garantito il ripristino dei servizi sospesi dal primo luglio. Ma il via libera definitivo non è arrivato.
“Le promesse vengano messe nero su bianco”, è la richiesta del primo cittadino, che annuncia il proseguimento del presidio permanente e la preparazione di una grande manifestazione insieme ai sindaci del territorio, ai sindacati e ai cittadini.
Sul tavolo ci sono il ritorno del personale medico e infermieristico, il mantenimento del poliambulatorio, della radiologia, del consultorio, del centro di salute mentale e di tutti gli altri servizi fino alla trasformazione della struttura in Casa della Comunità.
Resta inoltre l’attesa per l’apertura dell’Ospedale di Comunità, rinviata a settembre, mentre sono ancora da completare gli ultimi interventi sull’edificio.
Per l’amministrazione comunale le rassicurazioni non bastano più. Servono atti formali e tempi certi. E così la protesta continua, con l’obiettivo dichiarato di difendere un presidio sanitario considerato fondamentale non solo per Ceccano, ma per l’intero territorio.