LA LETTERA

La Commisione Parlamentare Antimafia il 21 luglio a Latina. Il Comitato Argine denuncia infiltrazioni

Tra le denunce del comitato anche la gestione distorta dei fondi PNRR: progetti mai realizzati, varianti in corso d'opera ingiustificate e ingenti somme di denaro pubblico destinate a finalità specifiche e mai effettivamente impiegate

La Commisione Parlamentare Antimafia il 21 luglio a Latina. Il Comitato Argine denuncia infiltrazioni

La Commissione Antimafia sarà a Latina martedi’ 21 luglio per un’audizione presso la Prefettura di Latina che vedrà la presenza del prefetto di Latina, Vittoria Ciaramella, del questore, Fausto Vinci, del comandante provinciale dei Carabinieri, Christian Angelillo, del comandante provinciale della Guardia di finanza, Giovanni Marchetti, del capo centro operativo DIA di Roma, colonnello Mario Conio. Nel frattempo il Comitato “Argine” scirve una lettera aparte per denunciare infiltrazioni.

La lettera

Il Comitato Argine, in rappresentanza di una cittadinanza che da troppo tempo attende risposte concrete, intende ribadire la propria ferma posizione in vista dell’imminente missione della Commissione Parlamentare Antimafiasul territorio pontino.

Le numerose istanze inoltrate a mezzo PEC, nonché la costante attenzione mediatica rivolta alle criticità che attanagliano la nostra provincia, hanno finora incontrato un silenzio che riteniamo intollerabile. Pertanto, chiediamo formalmente e per l’ennesima volta che venga disposta l’audizione del Luogotenente Capasso. La Sua audizione non è una facoltativa richiesta di consultazione, bensì una precondizione imprescindibile per qualsiasi analisi che pretenda di dirsi seria e rigorosa. Escludere la Sua testimonianza significherebbe ignorare il cuore dell’inchiesta sul “Piano Integrato” e rinunciare volontariamente a comprendere le dinamiche di infiltrazione che hanno infettato i gangli vitali dell’intero territorio pontino.

È incomprensibile come, a fronte di innumerevoli istanze documentate — depositate ripetutamente anche presso la Prefettura —, non si sia ancora proceduto all’invio della Commissione d’Accesso presso il Comune di Sperlonga. Tale ritardo, a fronte di una gestione amministrativa palesemente opaca, appare come una negligenza istituzionale che richiede un immediato chiarimento. Denunciamo la sistematica elusione dei vincoli paesaggistici e archeologici. Segnaliamo una gestione distorta dei fondi PNRR: progetti mai realizzati, varianti in corso d’opera ingiustificate e ingenti somme di denaro pubblico destinate a finalità specifiche e mai effettivamente impiegate per il bene della collettività. Ne chiediamo il monitoraggio integrale.

Esigiamo chiarezza sulle gravi anomalie emerse nel processo Assedio, con particolare riferimento all’omessa trascrizione di intercettazioni fondamentali. La gestione di tali atti ha sollevato dubbi sulla trasparenza processuale, al punto da indurre il secondo collegio penale a trasmettere gli atti in Procura per l’ipotesi di omissione di atti d’ufficio. Denunciamo la sistematica mancata attivazione delle procedure di incandidabilità per soggetti politici i cui trascorsi amministrativi hanno determinato crisi negli enti locali, permettendo una continuità politica che mina le fondamenta della legalità. Esigiamo una verifica accurata su tutte le archiviazioni disposte nella provincia di Latina dal 2008 ad oggi. Siamo fermamente convinti che in quegli atti si celi presumibilmente la prova tangibile di una rete di complicità che lega apparati amministrativi, politici e “scudi protettivi” di natura giudiziaria che garantiscono l’impunità.

Denunciamo come gli investigatori titolari delle inchieste più complesse vengano sistematicamente trasferiti. Tali spostamenti, che colpiscono i professionisti che si sono distinti nella lotta alla criminalità, appaiono come una chiara volontà di bloccare le indagini in corso. La documentazione allegata evidenzia la reiterazione degli affidamenti diretti e la presenza di ditte in subappalto che sono espressione diretta di patti tra criminalità e politica locale. Siamo pronti a fornire, nominativo per nominativo, le prove di tale contiguità. Sottolineiamo la paralisi e le anomalie procedurali del Tribunale di Latina, le cui mancate risposte alimentano il sospetto di prassi opache e criptiche.

Onorevoli Commissari, la nostra pazienza è giunta al limite. Se questa missione si ridurrà all’ennesima passerella volta a legittimare l’esistenza stessa della Commissione — o peggio, alla nomina di cariche che non hanno mai realmente dimostrato una reale volontà di scardinare il sistema mafioso — il Comitato Argine si vedrà costretto a rappresentare pubblicamente nonché a segnalare al Capo dello Stato l’intero operato della delegazione. Per noi, il silenzio istituzionale equivale a complicità. Non cerchiamo riflettori, ma una volontà autentica di scardinare il sistema che soffoca il pontino. Senza l’audizione del Maresciallo Capasso e senza un’azione tangibile sugli esposti in nostro possesso, questa visita verrà archiviata dalla cittadinanza come l’ennesimo spreco di denaro pubblico, destinato solo a perpetuare lo status quo.