VERSO LA MANIFESTAZIONE

Querqui scrive a Rocca: «Subito la delibera per salvare la Casa della Salute»

L'appello giunge dopo che un incontro della delegazione ceccanese con la presidente della Commissione regionale Sanità, Alessia Savo, si è risolto in un nulla di fatto, lasciando sul tavolo solo "vane rassicurazioni".

Querqui scrive a Rocca: «Subito la delibera per salvare la Casa della Salute»

Non si ferma la mobilitazione a difesa della sanità nel Frusinate. Il sindaco di Ceccano, Andrea Querqui, lancia un appello diretto al presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, chiedendo un provvedimento urgente per riconvertire la Casa della Salute in Casa della Comunità. Avviato un presidio permanente nella struttura: in arrivo una grande manifestazione unitaria con sindaci, sindacati e cittadini del comprensorio.

La protesta

La mobilitazione, promossa dall’Amministrazione comunale di Ceccano, nasce per contrastare il progressivo depauperamento della struttura sanitaria fabraterna. Tre i fattori critici che hanno spinto il sindaco Querqui a dichiarare lo stato di agitazione e a dare il via al presidio permanente:

  • Mancata apertura dell’Ospedale di Comunità.

  • Chiusura del Presidio Ambulatoriale Territoriale (Pat) dallo scorso primo luglio.

  • Interruzione dei servizi sanitari essenziali collegati.

Un duro colpo per un presidio che eroga mediamente 500 prestazioni e serve un bacino di oltre 50 mila cittadini residenti a Ceccano e nei comuni limitrofi.

L’appello a Rocca

Il primo cittadino Andrea Querqui ha spiegato come lo smantellamento dei servizi territoriali di prossimità finirà per ripercuotersi inevitabilmente sulla rete d’emergenza provinciale:

«Se viene meno questo presidio migliaia di cittadini saranno costretti a rivolgersi direttamente al Pronto soccorso del capoluogo anche per prestazioni che oggi vengono garantite sul territorio. Questa città aveva due ospedali. Poi ne è rimasto uno e hanno chiuso anche quello. Adesso vogliono togliere anche la Casa della Salute. Non possiamo accettarlo: la Giunta regionale emani immediatamente la delibera per ripristinare i servizi soppressi».

L’appello giunge dopo che un incontro della delegazione ceccanese con la presidente della Commissione regionale Sanità, Alessia Savo, si è risolto in un nulla di fatto, lasciando sul tavolo solo “vane rassicurazioni”.

Una battaglia senza colori politici

La difesa della struttura sta raccogliendo un ampio fronte di solidarietà istituzionale e sociale. Al presidio hanno già aderito i sindaci di Giuliano di Roma, Adriano Lampazzi, e di Villa Santo Stefano, Paolo Petrilli, insieme ai sindacati Cgil e Uil.

Il passo successivo sarà l’organizzazione di una grande manifestazione del comprensorio per chiedere a gran voce una sanità pubblica efficiente e vicina alle esigenze dei cittadini.

Il fronte in Consiglio Regionale

La vertenza di Ceccano è approdata anche alla Pisana grazie alle iniziative di due consiglieri d’opposizione, ringraziati pubblicamente dal sindaco Querqui per aver evitato speculazioni politiche e cercato soluzioni concrete:

  • Sara Battisti ha richiesto un’audizione urgente in Commissione Sanità per fare chiarezza sulla chiusura del Pat.

  • Claudio Marotta presenterà un emendamento al bilancio regionale per reperire i fondi necessari alla riconversione della struttura.

La protesta a Ceccano prosegue: l’Amministrazione comunale e i cittadini rimarranno in presidio fino a quando la Regione Lazio e la Asl di Frosinone non adotteranno gli atti ufficiali per il salvataggio del presidio.