DISPOSTI NUOVI ACCERTAMENTI

Caso Pozzi, il Tribunale respinge l’archiviazione

Disposti nuovi accertamenti sul cellullare del ragazzo

Caso Pozzi, il Tribunale respinge l’archiviazione

Si riapre un nuovo fronte giudiziario sulla morte di Gianmarco Pozzi, il campione di kick boxing trovato senza vita a Ponza il 9 agosto del 2020.

Il Tribunale di Cassino ha respinto la richiesta di archiviazione dell’indagine per presunta frode processuale relativa agli accertamenti eseguiti sul telefono cellulare della vittima, accogliendo l’opposizione presentata dai familiari.

Il giudice ha disposto la restituzione degli atti alla Procura, che avrà novanta giorni di tempo per svolgere nuovi approfondimenti.

Al centro della vicenda c’è il lavoro del consulente tecnico incaricato di effettuare la copia forense del dispositivo. Secondo la famiglia Pozzi, il telefono sarebbe stato reso inutilizzabile durante le operazioni tecniche e nella relazione depositata sarebbero state riportate informazioni non corrispondenti allo stato reale del dispositivo.

Il consulente aveva sostenuto di aver ricevuto il cellulare con il display danneggiato e di aver dovuto sostituire lo schermo prima degli accertamenti. Durante i tentativi di sblocco, il telefono sarebbe poi entrato nella modalità di blocco permanente prevista dal sistema Apple.

Una ricostruzione contestata dal padre della vittima, che sostiene invece che il cellulare fosse perfettamente funzionante al momento del ritrovamento.

Nell’ordinanza depositata l’8 luglio, il Tribunale ha ritenuto necessari ulteriori accertamenti. Tra questi, l’audizione dei carabinieri intervenuti subito dopo il decesso e dei militari che hanno avuto in custodia il telefono, per verificare in quali condizioni il dispositivo sia stato consegnato al consulente tecnico e accertare, in particolare, l’integrità del display.