Sanità, allarme liste d’attesa anche in provincia di Frosinone. Con oltre 27 mila prestazioni erogate oltre i tempi previsti dalla legge, la ciociaria insieme al pontino figurano tra le realtà più in difficoltà del Lazio fuori dall’area metropolitana di Roma.
A puntare i riflettori sulla situazione è l’associazione Codici, che individua nelle cosiddette “agende chiuse” una delle principali cause dei ritardi. Sempre più cittadini, infatti, si rivolgono al Centro Unico di Prenotazione senza riuscire a fissare visite specialistiche ed esami diagnostici, in alcuni casi neppure quando la prescrizione medica indica carattere di urgenza.
Una condizione che, secondo l’associazione, rischia di compromettere il diritto alle cure e di spingere molte famiglie verso la sanità privata o addirittura alla rinuncia alle prestazioni sanitarie.
A confermare le criticità sono anche i dati nazionali di Agenas relativi al primo quadrimestre del 2026. A livello nazionale, quattro visite urgenti su dieci non vengono garantite entro le 72 ore previste. Nel Lazio, inoltre, il tasso di conversione delle prescrizioni in prenotazioni per gli esami diagnostici si ferma al 37,3%, tra i valori più bassi del Paese. Un dato che, secondo Codici, evidenzia come molti cittadini rinuncino ormai a prenotare nel sistema pubblico, scoraggiati dall’impossibilità di trovare disponibilità.