“Siamo stati noi a far scattare le indagini sui terreni utilizzati per il rifacimento del parco della Villa Comunale. Lo abbiamo fatto appena abbiamo notato che c’erano delle evidenti anomalie nei materiali e che non erano quelli indicati nel capitolato”. Lo ha spiegato questa sera il sindaco di Cassino, Enzo Salera, assumendo al suo Comune la paternità delle indagini che oggi hanno portato al sequestro della Villa Comunale ed all’iscrizione nel registro degli indagati dalla Procura Europea per 7 persone: 4 imprenditori e 3 dipendenti comunali e tecnici.
Nel Comunicato Stampa della Procura si parla di 4 imprenditori e 3 amministratori “Si è trattato – ha spiegato oggi il sindaco – di un errore di traduzione, probabilmente intendevano dire amministrativi ma escludo che ci siano amministratori pubblici indagati: si tratta di tecnici che negli anni passati hanno avuto competenza su questa gara”.
Per quanto attiene il futuro della Villa Comunale, il sindaco ritiene che nei prossimi giorni si potrà chiedere il dissequestro e la restituzione ai cittadini di quelle aree che non sono state interessate dalla fornitura di terreni non conformi all’appalto ma classificati come rifiuto. Per questo in 7 sono indagati con le ipotesi di traffico illecito di rifiuti, realizzazione di discarica abusiva e tentata truffa ai danni del Comune di Cassino.
Secondo le indagini, al posto di terreno di qualità sarebbero stati scaricati all’interno del cantiere circa 6.886 metri cubi di materiale classificabile come “rifiuto, derivante dalla lavorazione meccanica di scarti da demolizione e costruzione”. Il materiale sarebbe stato acquisito gratuitamente e mascherato sotto ‘mentite spoglie’. Il meccanismo avrebbe garantito un doppio profitto agli indagati: azzerare i costi di smaltimento regolare e incassare dal Comune il corrispettivo per una fornitura di terreno fertile che non è mai stata effettuata.