Preoccupa la situazione delle liste d’attesa nella provincia di Latina. A denunciarlo è l’associazione Codici, che richiama i dati ufficiali della Regione Lazio. Secondo le rilevazioni, l’Asl di Latina registra il numero più elevato di prestazioni erogate oltre i tempi massimi previsti tra le province laziali non metropolitane: oltre 28 mila visite ed esami fuori soglia, per un valore economico stimato superiore a un milione e mezzo di euro.
Un dato che, secondo l’associazione, evidenzia le difficoltà del sistema sanitario provinciale, aggravate dal fenomeno delle cosiddette “agende chiuse”, che rende spesso impossibile prenotare visite ed esami attraverso i canali ordinari.
“Latina è la provincia del Lazio più colpita dalle agende chiuse fuori Roma”, afferma Antonio Bottoni, responsabile di Codici Latina. “Molti cittadini non riescono a prenotare visite specialistiche da mesi e vengono rimandati dal CUP senza ricevere soluzioni alternative. Il diritto alla salute non può dipendere dalla possibilità di rivolgersi al privato”.
Le criticità emergono anche dai dati della Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa di Agenas, pubblicati il 29 maggio scorso. Sebbene a livello nazionale si registri un lieve miglioramento nel rispetto dei tempi per le prime visite, persistono problemi strutturali legati alle agende chiuse o non inserite nei sistemi centralizzati di prenotazione.
A destare ulteriore preoccupazione è il tasso di prenotazione effettiva nel Lazio. Secondo Agenas, solo il 37,3% degli accertamenti diagnostici prescritti viene effettivamente prenotato tramite CUP, un dato che colloca la regione all’ultimo posto in Italia insieme all’Abruzzo. Un fenomeno che, secondo Codici, potrebbe essere legato proprio alle difficoltà di accesso alle prenotazioni e ai lunghi tempi di attesa, con il rischio che molti cittadini rinuncino alle cure.