CORTE DEI CONTI

“Furbetta del cartellino” alla Asl, condannata la dottoressa assenteista

La professionista dovrà restituire immediatamente oltre 8.400 euro per ore mai lavorate

“Furbetta del cartellino” alla Asl, condannata la dottoressa assenteista

Incrociando i filmati della videosorveglianza con i registri delle presenze, gli investigatori hanno scoperto che per mesi una dottoressa convenzionata della Asl di Latina ha percepito lo stipendio senza essere realmente in servizio. La sezione giurisdizionale del Lazio della Corte dei Conti ha emesso la sentenza di condanna per danno erariale, imponendo alla professionista l’immediata restituzione di 8.456 euro all’azienda sanitaria locale, oltre al pagamento degli interessi e delle spese di giudizio.

Il sistema adottato dalla donna si basava su timbrature irregolari, entrate registrate in una sede con uscite effettuate da altre strutture e un uso improprio dei codici riservati alle missioni di servizio, privi di qualsiasi autorizzazione. Davanti ai magistrati contabili, la difesa ha tentato di giustificare le anomalie parlando di disagi logistici e organizzativi delle sedi. I giudici hanno però respinto la tesi, sottolineando nelle motivazioni che la dottoressa aveva continuato a violare le regole nonostante i ripetuti richiami formali già ricevuti dall’azienda sanitaria.

La vicenda ha avuto anche pesanti risvolti penali, con le accuse di truffa aggravata ai danni della pubblica amministrazione e falsa attestazione della presenza in servizio. Il processo penale è attualmente sospeso poiché l’imputata è stata ammessa al percorso di messa alla prova. Sul fronte contabile, la Procura aveva inizialmente richiesto una condanna superiore agli 11.000 euro, cifra poi ridotta a 8.456 euro poiché la donna aveva già provveduto a rimborsare circa 3.000 euro nel corso del procedimento.