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Mongolfiere e sbandieratori, la nuova stagione dei Parchi del Lazio

L’emozione più grande è stata la liberazione di una poiana che, raccolta moribonda, è stata curata presso il Centro recupero animali selvatici (Cras) del Parco Riviera di Ulisse.

Mongolfiere e sbandieratori, la nuova stagione dei Parchi del Lazio

I colori sgargianti della mongolfiera che si alzava in volo dalle alture del Redentore, lo spettacolo degli sbandieratori nell’antico borgo di Maranola con, sullo sfondo, il Golfo di Gaeta e le isole degli arcipelaghi campano e pontino hanno fatto da cornice alla Settimana Europea dei Parchi naturali che, per la prima volta da quando viene celebrata nel Lazio, si è tenuta nel Sud Pontino.

Il centro studi “De Santis” ha ospitato un tavolo di confronto sui progressi del nuovo corso della politica di rilancio della gestione e fruizione delle aree protette promossa dall’amministrazione Rocca e coordinata dall’assessore regionale Giancarlo Righini che in mattinata, a Settefrati, aveva appena firmato il nuovo piano di assetto del Parco di Abruzzo, Lazio, Molise.

“L’azione di risanamento dei conti della Regione ha liberato risorse investite anche per assumere, dopo un blocco del turnover durato vent’anni, nuovi 54 guardiaparco già immessi in ruolo per favorire il ricambio generazionale e potenziare le attività di vigilanza, di cura e salvaguardia del patrimonio naturalistico e ambientale. Un ulteriore investimento, già programmato, sarà destinato all’acquisto di nuovi mezzi di lavoro e in particolare – ha aggiunto Righini – di moderni pick-up dotati di modulo antincendio”.

“Il nuovo corso, pur mantenendo prioritaria la tutela degli habitat e della biodiversità, rilancia il protagonismo dei parchi che diventano luoghi aperti alla più ampia e diversificata fruizione da parte dei visitatori. “Le tante iniziative che abbiamo promosso e organizzato in occasione della Settimana Europea – ha detto Vincenzo Fedele, presidente del Parco Monti Aurunci – sono state il banco di prova che introduce il nuovo corso delle aree protette, che devono diventare luoghi di inclusività pronti ad accogliere un numero sempre maggiore di visitatori e turisti appassionati di natura, di escursioni, di cultura e tradizioni locali. I parchi diventano il primo e più formidabile strumento al servizio dello sviluppo economico e sociale del territorio e delle comunità locali”.

In sala, per testimoniare adesione e sostegno condiviso al nuovo corso, c’erano tanti sindaci, amministratori comunali, dirigenti delle Pro Loco, enti locali, il direttore del Parco Aurunci Giorgio De Marchis, i responsabili delle associazioni di escursionismo, volontariato e ambientaliste, i presidenti del Parco del Circeo e Parco Riviera Ulisse, Emanuela Zappone e Massimo Giovanchelli.

A chiudere il confronto istituzionale è stato l’europarlamentare Nicola Procaccini, il primo a promuovere il Lazio meridionale come sede della Settimana Europea dei Parchi e il primo a rilanciare, anche sulla scorta del successo del suo libro “L’ecologia dei conservatori – Il ritorno al sacro della natura”, l’idea che le aree protette non possono restare inibite alla piena, libera fruizione. “Ecologia è termine che indica casa, ambiente. La natura – ha detto Procaccini – è la casa degli uomini ed essi hanno il diritto di viverla, nel rispetto, ma con pienezza. Aprire i parchi, farli vivere, renderli proattivi e coinvolgenti e funzionali allo sviluppo delle economie locali è la sfida che lanciamo per dimostrare che un altro ambientalismo è possibile”.

L’emozione più grande è stata la liberazione di una poiana che, raccolta moribonda, è stata curata presso il Centro recupero animali selvatici (Cras) del Parco Riviera di Ulisse.