La Corte d’Appello di Roma ha confermato integralmente la confisca del patrimonio da circa 50 milioni di euro riconducibile a Luciano Iannotta, ex presidente di Confartigianato Latina, e la misura della sorveglianza speciale per tre anni con obbligo di soggiorno. Il provvedimento respinge i ricorsi della difesa e dei terzi, blindando i sigilli già apposti dalla Divisione Anticrimine su proposta del Procuratore di Roma e del Questore di Latina.
L’operazione colpisce un impero di 39 società, 119 fabbricati, 58 terreni, 57 veicoli e 72 rapporti finanziari, accumulato tramite operazioni opache e cessioni di crediti all’estero per oltre 13 milioni di euro. I giudici hanno valutato anche la condotta dell’imprenditore, fuggito a Londra e rientrato solo a dicembre 2024. L’indagine patrimoniale nasce dall’inchiesta “Dirty Glass” della DDA di Roma, che nel 2020 portò all’arresto dell’ex politico.