Ammonta a tre milioni di euro il valore dei beni confiscati dal Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di Finanza nei confronti di un uomo di Roma, originario di Frosinone, condannato per associazione per delinquere, abusiva attività finanziaria, usura e riciclaggio.
L’inchiesta Coffee Break del 2007 aveva permesso di portare alla luce una holding criminale che concedeva prestiti a tassi usurari anche con l’utilizzo di metodi estorsivi nei confronti di commercialisti, avvocati, baristi, operai e piccoli imprenditori in tutte le province del Lazio.
Le indagini, svolte anche con pedinamenti, rilevamenti fotografici e testimonianze delle numerose vittime, hanno confermato l’attività usuraria gestita dall’organizzazione criminale che applicava tassi di interesse annui tra il 42% e il 1.400% a fronte di finanziamenti concessi illecitamente a favore di numerose persone in difficoltà economiche per 16 milioni di euro. I proventi dell’attività venivano poi riciclati attraverso due società in numerose operazioni di compravendita immobiliare per schermare la provenienza illecita dei proventi da usura.
L’inchiesta si era conclusa con la denuncia di 15 persone, 10 delle quali arrestate per associazione per delinquere, abusiva attività finanziaria, usura e riciclaggio, nonché con il sequestro preventivo di un ingente patrimonio immobiliare riconducibile all’associazione criminale. Dopo la condanna definitiva, la Corte di Appello di Roma ha disposto la confisca di gran parte dei beni, già sequestrati e riconducibili all’intero sodalizio criminale, tra cui 32 immobili tra le province di Roma, Viterbo, Grosseto, L’Aquila, Rieti e Sassari, un’autovettura, una imbarcazione da diporto e quote sociali di due società, per un valore complessivo di oltre 3 milioni di euro.