A un anno dalla scomparsa di Papa Francesco, i Musei Capitolini
celebrano la memoria del “Vescovo degli ultimi” con il percorso espositivo “ANGELI. Messaggeri,
custodi e viandanti. Le sublimi creature dall’Antico al Contemporaneo”, in programma fino al 1° novembre 2026 nelle sale terrene di Palazzo dei Conservatori. Grazie alla sua
accezione commemorativa, la mostra si configura come un evento di rilievo non solo artistico, ma
anche spirituale.
L’esposizione, curata da Massimo Rossi Ruben e Viviana Vannucci è promossa da Roma
Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla
Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali ed è organizzata
dal Centro Europeo per il Turismo e la Cultura, presieduto da Giuseppe Lepore, con i servizi
museali di Zètema Progetto Cultura. Il catalogo è edito da Gangemi Editore.
Il ‘concept’ del progetto
Nel corso dei secoli, gli angeli hanno stimolato l’immaginario collettivo tanto da diventare un topos
imprescindibile dell’arte nelle sue varie forme di espressione. Attraverso una selezione di opere –
dipinti, sculture e materiali su pergamena – provenienti da collezioni museali e raccolte private, la
mostra presenta un percorso tematico dedicato al ruolo che le figure angeliche hanno nella
tradizione artistica occidentale. Il progetto vuole ripercorrere la loro evoluzione iconografica nella
duplice natura di ponte tra l’umano e il divino, offrendo al contempo al pubblico uno spunto di
riflessione sul rapporto tra il visibile e l’invisibile.
Particolare attenzione è riservata alla progressiva trasformazione dell’immagine angelica, che nel
corso dell’età moderna assume una dimensione più vicina all’uomo, fino alle riletture simboliche e
metaforiche dell’arte tra Otto e Novecento.
Il progetto espositivo vanta un corpus di opere di straordinario rilievo, frutto della sinergia con
prestigiosi enti prestatori. Grazie al loro prezioso contributo, la mostra offre al pubblico l’opportunità
unica di ammirare capolavori provenienti dal Museo Real Bosco Capodimonte, Museo di Roma,
Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello, Galleria degli Uffizi, Collezione Intesa
Sanpaolo , Collezione BNL BNP Paris Bas, Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma, Musei
Nazionali di Perugia, Direzione Regionale Musei Nazionali dell’Umbria, Pinacoteca Capitolina,
Museo Barracco e Fondo Edifici di Culto riuniti per la prima volta in questa occasione.
Il percorso espositivo
Spaziando dall’archeologia agli artefatti del XXI secolo il percorso riflette i temi di custodia, guida
e annuncio, cardini spirituali del pontificato di Papa Bergoglio.
Tre le sezioni tematiche ideate dai curatori per stimolare il visitatore alla contemplazione:
1. I Messaggeri. Dall’annuncio biblico alle espressioni rinascimentali, la figura che porta la
speranza e la Parola.
2. I Custodi. L’angelo che veglia e protegge, simbolo della premura e amorevolezza divina,
sempre presente nella vita e nel cammino dell’uomo.
3. I Viandanti. Figura di prossimità e condivisione, l’angelo viandante incarna la presenza
celeste che guida, accompagna e orienta il cammino dell’Uomo nelle sfide del suo tempo.
Dall’Antico al Contemporaneo
La sequenza espositiva si sviluppa lungo un ampio arco cronologico, dal Medioevo all’età
contemporanea, con richiami alla tradizione paleocristiana, e si articola in sezioni tematiche
dedicate alle principali declinazioni iconografiche: dai putti alle Annunciazioni, dagli arcangeli
guerrieri agli angeli custodi, fino alle figure viandanti e agli angeli musici. Include opere di
straordinario interesse artistico, tra cui “L’Angelo Custode” di Pietro da Cortona (1656), proveniente
dalla Galleria Nazionale di Arte Antica di Palazzo Barberini; “L’Angelo annunziante” di Carlo Dolci
(1650 ca.), in prestito dalla Galleria degli Uffizi; il “San Matteo con l’Angelo” (1622) del Guercino,
già presente nella raccolta dei Musei Capitolini. La rassegna sarà anche l’occasione per ammirare
opere solitamente “invisibili”, di proprietà di istituzioni private, collezioni gentilizie o fondazioni non
accessibili al pubblico dei visitatori ed eccezionalmente prestate nel quadro dell’iniziativa. Tra
queste, l’ipnotico “Angelo Custode” (1620 ca) di Giovanni Antonio Galli, detto Lo Spadarino,
concesso in via eccezionale dal Fondo Edifici di Culto (FEC) del Ministero dell’Interno e conservato
presso la Chiesa di San Rufo, a Rieti. Tale opera – insieme ad altre correlate al tema della
protezione divina, dal titolo “Uno sguardo dall’alto”, intende sottolineare il legame indissolubile tra
la bellezza dell’arte e la missione del Vescovo della Città Eterna. Numerose, inoltre, le opere di
artisti contemporanei, appartenenti a collezioni private. Tra queste figurano “Blu oltremare” e “Ri-
annunciazione di una annunciazione” dell’emiliano Omar Galliani, o “l’Angelo ribelle su fondo blu
cupo” di Osvaldo Licini.
I curatori Massimo Rossi Ruben e Viviana Vannucci hanno voluto dedicare questa mostra a Papa
Francesco perché “proprio come gli angeli protagonisti della rassegna, egli ha inteso interpretare la
propria vocazione per il prossimo come un ponte tra cielo e terra”.