RESPINTO IL RICORSO

Palazzo di Borgo Piave, la Cassazione conferma la condanna per Vincenzo Malvaso

Sei mesi di reclusione per violazioni urbanistiche legate alla costruzione dell’edificio

Palazzo di Borgo Piave, la Cassazione conferma la condanna per Vincenzo Malvaso

La Corte di Cassazione ha respinto in via definitiva il ricorso presentato dai legali di Vincenzo Malvaso riguardo alla vicenda del palazzo di Borgo Piave. Con il deposito delle motivazioni, è stata confermata la condanna a sei mesi di reclusione per violazioni urbanistiche legate alla costruzione dell’edificio.

Malvaso aveva scelto di rinunciare alla prescrizione. La Suprema Corte ha comunque confermato quanto stabilito dalla Corte d’Appello, che aveva già ridotto la pena rispetto alla sentenza di primo grado emessa nel luglio 2017. La diminuzione era stata determinata dall’abolizione del reato di abuso d’ufficio. La decisione definitiva era stata presa lo scorso 11 febbraio, mentre le motivazioni sono state rese pubbliche soltanto ieri.

Nel ricorso, gli avvocati Renato Archidiacono e Franco Coppi avevano sostenuto che la sentenza della Corte d’Appello di Roma presentasse carenze nella motivazione. In particolare, secondo la difesa, non sarebbe stata adeguatamente considerata la consulenza tecnica di parte che attestava la regolarità urbanistica dell’opera, compreso il rispetto delle distanze previste da via Piave. Inoltre, i legali contestavano il fatto che Malvaso fosse stato ritenuto corresponsabile dei reati insieme al progettista incaricato di certificare la conformità del progetto.