Quasi tre tonnellate di frutta e verdura completamente senza tracciabilità, un potenziale rischio per i consumatori. È il pesante bilancio del blitz messo a segno dal NAS di Latina in due rivendite del territorio, dove i militari hanno sequestrato 2.800 chili di prodotti ortofrutticoli privi di qualsiasi informazione sull’origine, per un valore di circa 7.000 euro.
L’operazione pontina si inserisce in una maxi-campagna nazionale dei Carabinieri della Salute, d’intesa con il Ministero della Sanità, per prevenire il rischio di diffusione dell’Epatite A. Un’offensiva che ha passato al setaccio oltre mille attività tra pescherie, mercati e ristoranti in tutta Italia.
Se a Latina i controlli si sono concentrati sulla filiera vegetale, nel resto del Paese l’allerta ha riguardato soprattutto i prodotti ittici, con oltre 16 tonnellate di alimenti sequestrati e 44 aziende chiuse per gravi carenze igieniche, frodi e molluschi killer importati illegalmente.
Un’attività di prevenzione che, partendo proprio dal maxi-sequestro di Latina, punta a garantire la sicurezza a tavola e la trasparenza di ciò che acquistiamo.