La nota

Tribunale di Cassino, precari PNRR e personale a tempo indeterminato: “Senza stabilizzazione e valorizzazione rischio collasso”

La F.p. CGIL chiede la stabilizzazione di tutto personale PNRR, con la garanzia di permanere nelle attuali sedi di lavoro, il rafforzamento degli organici del Tribunale di Cassino, un piano straordinario di valorizzazione del personale del Ministero della Giustizia.

Tribunale di Cassino, precari PNRR e personale a tempo indeterminato: “Senza stabilizzazione e valorizzazione rischio collasso”

“La situazione del Tribunale di Cassino rappresenta in modo emblematico le contraddizioni del sistema giustizia nel nostro Paese: da un lato uffici che reggono grazie al lavoro dei precari del PNRR, dall’altro personale del Ministero della Giustizia a tempo indeterminato mortificato nelle prospettive professionali ed economiche”. Così in una nota la FP CGIL Frosinone Latina.

“Negli ultimi anni lavoratrici e lavoratori assunti con il PNRR ha garantito risultati concreti, contribuendo alla riduzione dell’arretrato e al miglioramento dell’efficienza. A livello nazionale si tratta di circa 12.000 unità, tutte a tempo determinato: senza di loro, il sistema non regge. Anche nel Tribunale di Cassino il loro apporto è ormai strutturale: disperdere queste professionalità ( 55 unità divise per i seguenti profili professionali: 41 Addetti all’ Ufficio per il Processo, 6 funzionari tecnici, 8 operatori data entry) significherebbe indebolire seriamente il servizio giustizia sul territorio.

Ma accanto al tema della stabilizzazione dei precari, esiste una questione altrettanto grave e troppo spesso ignorata: la condizione dei lavoratori a tempo indeterminato del Ministero della Giustizia.
A differenza di altri ministeri, questi lavoratori continuano a essere penalizzati sia sul piano economico che su quello
professionale: il salario accessorio resta tra i più bassi del comparto ministeri, mentre il diritto alla carriera è di fatto
bloccato: le progressioni verticali ed orizzontali sono ferme da anni.

È una situazione incomprensibile, soprattutto se si considera il livello di responsabilità che grava su chi lavora negli uffici giudiziari: le pendenze e la durata dei processi civili e penali sono state infatti drasticamente ridotte.
Il personale tutto della Giustizia continua ad operare con professionalità senza adeguato riconoscimento economico o
giuridico: le elevate qualificazioni e specifiche responsabilità sono bloccate.
Il risultato è evidente: chi entra al Ministero della Giustizia cerca opportunità in altre amministrazioni più attrattive, dove il lavoro è meglio retribuito e valorizzato: è una dinamica che il Paese non può permettersi.
Non si può continuare a formare personale qualificato per poi perderlo, né si può pensare di reggere il sistema giustizia senza investire seriamente su chi ci lavora ogni giorno.

La F.p. CGIL chiede con forza la stabilizzazione di tutto personale PNRR, con la garanzia di permanere nelle attuali sedi di lavoro, il rafforzamento degli organici del Tribunale di Cassino, un piano straordinario di valorizzazione del personale del Ministero della Giustizia, con salari accessori adeguati, progressioni di carriera reali e il pieno riconoscimento delle professionalità e delle responsabilità. La giustizia non può essere né precaria né mortificata”, conclude la nota firmata dal Segretario Generale FP CGIL Frosinone Latina Vittorio Simeone.