La crisi dello stabilimento Stellantis di Cassino raggiunge livelli critici, venendo definita dal Ministro Urso e dai sindacati come la più grave tra tutti i siti italiani del gruppo. Il segretario generale della Fim Cisl, Ferdinando Uliano, traccia un quadro spettrale: produzioni in picchiata, ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali e un indotto ormai allo stremo. Nonostante le promesse sui nuovi modelli, i tempi di attuazione (12-18 mesi) sono giudicati incompatibili con l’emergenza attuale.
A peggiorare lo scenario, l’azienda ha comunicato un nuovo stop produttivo dall’11 al 15 maggio per i reparti di lastratura, verniciatura e montaggio. Mentre l’ipotesi di un investitore cinese resta un’incognita senza conferme, la scelta di Stellantis di internalizzare alcuni servizi sta colpendo duramente le aziende dell’indotto come Trasnova e Logitech. I sindacati chiedono ora un intervento risolutivo del Governo: il timore è che, senza un piano immediato, la tenuta sociale dell’intero territorio del basso Lazio possa definitivamente cedere.